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Responsabili delusi: depennati dall’elenco dei ricompensati

Rimpasto: le poltrone non bastano. Si punta a nuova tranche

Almeno altre dieci promozioni. Ma basta saper aspettare

Rimpasto: le poltrone non bastano. Si punta a nuova tranche
06/05/2011, 09:05

ROMA – Neppure il tempo di ultimare la prima fase del rimpasto e già si ha lo sguardo puntato alla seconda tranche di nuove nomine. E questo perché i 9 posti assegnati ieri, con tanto di relativa promozione nella squadra di governo di diversi Responsabili, non soddisfa ovviamente chi si è visto depennato all’ultimo momento dall’elenco dei “ricompensati” del premier. La lista di nomi, insomma, crea malcontento in buona parte dell’ormai famosa terza gamba dell’esecutivo e, pur placando gli animi per certi aspetti, rinnova anche la guerra intestina tra i sostenitori della maggioranza. A trovare il rimedio al malcontento generale è ancora una volta il presidente del Consiglio. In che modo? Promettendo comunque nuove promozioni e un’altra ondata di investiture: “Allargheremo ancora la squadra – ha infatti assicurato il Cavaliere – e tanti parlamentari potranno trovare soddisfazione”. È proprio tra i Responsabili, che tra l’altro hanno voluto sempre motivare e precisare il loro impegno politico come passione e non in relazione all’assegnazione di una poltrona, che si registrano evidenti segnali di scontento e sono gli stessi Responsabili inoltre a farsi guerra tra di loro per la mancata poltrona.
Dopo aver riportato ieri l’elenco dei “graziati”, riportiamo oggi i nomi dei “disgraziati”, se così si può dire, e comunque solo per il momento, perché il premier ha comunque assicurato loro un compenso. Malumori si registrano nella componente di Noi Sud (Elio Belcastro ed Antonio Milo sono stati esclusi dall’elenco dei nominati). C’è anche l’amarezza di un altro escluso doc, il leader dell’Adc Francesco Pionati: il deputato, unico, di Alleanza di Centro puntava alla delega alle Comunicazioni, incarico per il quale era in corsa anche Anna Maria Bernini, portavoce vicaria del Pdl. La sua esclusione era nell’aria già da giorni, così come il suo disappunto, per nulla celato. Esclusi dal governo, insieme a Pionati, anche Bernini, Saltamartini, Pelino, Siliquini, ci sono poi i Cristiano popolari Mario Baccini e Giuseppe Galati. “Prendiamo atto che gli impegni assunti dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, non sono stati mantenuti”, è stato il loro gelido commento.
La sensazione, dunque, è che dietro il clima di apparente serenità interno alla maggioranza di governo, si celi in realtà un caos generale. Nel frattempo, per Ir se si vuole far funzionare il governo per i prossimi 2 anni, servono almeno altri 10 sottosegretari il prima possibile. Quindi, di sicuro almeno altre 10 poltrone. Suona come una minaccia? Lo è o non lo è, intanto per Sardelli si sta giocando una partita di calcio: “C’è spazio per un recupero ai supplementari. Basta avere forza e calma”.

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di Antonio Formisano
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