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Rivellini: "anche Bank of China preoccupata del futuro dell’euro"


Rivellini: 'anche Bank of China preoccupata del futuro dell’euro'
05/11/2012, 14:17

L’europarlamentare Enzo Rivellini (Ppe/Mezzogiorno di Fuoco) ha rilasciato la seguente dichiarazione: «La scorsa settimana come Presidente della delegazione interparlamentare Ue/Cina ho presieduto a Pechino i lavori della 34esima riunione ufficiale delle delegazioni di deputati europei e cinesi. Gli incontri che si sono svolti a Piazza Tienanmen nel Palazzo dell’Assemblea del popolo, l’equivalente del nostro Parlamento, sono stati estremamente proficui ed interessanti. E tra l’altro, poiché la nostra è stata l’ultima delegazione ufficiale europea che si è recata in visita in Cina prima del congresso del Partito Comunista Cinese in programma l’8 novembre, credo che le valutazioni sui rapporti politici ed economici e sui diritti umani siano stati particolarmente importanti.

La cosa però che ci ha lasciato estremamente preoccupati è il pessimismo, relativamente al futuro dell’economia europea, dei leader cinesi ed in particolare della Bank Of China  che ho ufficialmente incontrato nelle persone dei suoi vertici.

Di fatti, la diminuzione del Pil cinese che in particolare per le esportazioni subisce indirettamente la crisi Ue, primo partner commerciale, ha addirittura consentito la grave dichiarazione dei vertici della Banca che hanno affermato CHE IL CRAC DELL’EURO ERA PREVENTIVATO DUE MESI FA ADDIRITTURA AL 70%, PERCENTUALE SCESA OGGI AL 30%.

Questo pessimismo imperante è stato da me contrastato con affermazioni semplici: agli amici cinesi ho fatto notare che la grande trasformazione della città di Pechino è la prima cosa che ho osservato scendendo dall’aereo, avendo visto le tante auto Ferrari che circolano,  i negozi di lusso pieni di donne che acquistano la moda francese e le tante gru tedesche impegnate nelle costruzioni.

In poche parole ho notato che il popolo cinese oggi ha la possibilità, visto il suo accresciuto tenore di vita, di poter spendere e tanti sono i benestanti. Al tempo stesso però ho evidenziato che questa nuova possibilità di spesa è indirizzata ai beni ed al know how europeo. Europa che nel frattempo, mettendo in sicurezza le proprie “casse”, garantisce proprio agli investitori cinesi ritorni certi e interessi alti. Ho quindi concluso con un invito ad acquistare meno dollari e più euro. La loro preoccupazione per il crac dell’Euro però rimane tutta». 

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di Redazione
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