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Rivellini: "Aula deserta a Strasburgo per discussione Napoli"


Rivellini: 'Aula deserta a Strasburgo per discussione Napoli'
20/01/2010, 11:01


NAPOLI - L’europarlamentare del Pdl-Ppe Enzo Rivellini, eletto nella circoscrizione Italia Meridionale, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Ieri a mezzanotte in un aula deserta del Parlamento di Strasburgo si é assistito ancora una volta al silenzio disinteressato della fredda burocrazia europea di fronte ai bisogni dei cittadini.
Sono intervenuto nuovamente per tutelare gli interessi dell'Italia e del Sud in Europa durante la seduta notturna del Parlamento europeo, dove, quasi in sordina, si discuteva sulla revisione degli accordi all'interno dell'assemblea parlamentare paritetica ACP-UE (accordi di Cotonou).
Quest'importante assise che lega, ormai da un decennio, l'Unione europea a 78 paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico rappresenta il centro ideale della politica europea futura di fronte alle sfide della globalizzazione. Il centro tra un mondo diviso in Paesi produttori di prodotti e Paesi produttori di idee: il Mediterraneo infatti è la piattaforma logistica dell'Europa verso i Paesi Acp. Ebbene storica capitale del Mediterraneo e città per tradizione aperta, multiculturale e multietnica é Napoli, che può svolgere il ruolo di cardine fra paesi Acp e l'Europa se si istituisce una sede permanente del Parlamento europeo proprio nella città partenopea.
Fermamente convinto di ciò mi sono fatto carico, riprendendo una proposta dell'allora parlamentare europeo, oggi presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, di sottolineare l'importanza che all'interno della revisione degli accordi interistituzionali si assegni a Napoli una sede periferica dell’assemblea ACP/UE.
Mi sono battuto ieri, lo faccio oggi e sarò pronto a farlo anche domani perché i diritti di un popolo, di una città e di una nazione vengano rispettati. Oggi, ancora una volta, ci si presenta una buona occasione per una battaglia che a dispetto di quel che possano pensare alcuni non é regionalistica ma dell’Italia e per l’Italia: spero che in futuro non sarò più "voce di uomo che grida nel deserto" o come nel caso di ieri in un’assemblea parlamentare vuota, sorda e assonnata vista l'ora, assurda, in cui si é discusso di un argomento così importante e strategico».

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di Redazione
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