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Rivellini: "D’Alema in Europa? Basta nomination!"


Rivellini: 'D’Alema in Europa? Basta nomination!'
12/11/2009, 13:11


BRUXELLES - Intervenendo nella sessione plenaria del Parlamento europeo a Bruxelles l'europarlamentare del Pdl Enzo Rivellini ha voluto ribadire che come in Italia anche in Europa per gli incarichi, oltretutto cosi prestigiosi come quello del Presidente del Consiglio e dell’Alto rappresentante per la politica estera, non si può usare l'antidemocratico sistema tipico del "grande fratello", ossia della nomination, ma bisogna eleggere politici che spieghino al popolo europeo come e cosa desiderino fare una volta eletti. Rivellini spiega: «Non é accettabile che per questioni politiche fra Stati o all'interno dei singoli stati stessi (vedi la candidatura di Massimo D'Alema) possano essere nominati politici che non si sono neanche confrontati con il Parlamento sovrano. Non sono contro D'Alema ma contro il sistema ed il politico italiano se desidera veramente ricoprire quell'incarico almeno ci faccia sapere quali sono le azioni da mettere in campo una volta eletto. Questo vale per D'Alema come per gli altri». Di seguito il testo integrale dell’intervento dell’on. Rivellini: «L'approvazione del trattato di Lisbona e le nomine del Consiglio dell'Unione coincidono perfettamente con i festeggiamenti dei 20 anni della caduta del muro di Berlino che fu il vero inizio della nuova Europa. 20 anni fa si é abbattuto un muro di cemento impregnato di pregiudizi, di tirannia e di stenti per tanti cittadini europei. Oggi non dobbiamo più festeggiare la caduta del muro ma chiederci, finalmente: Dopo il muro ? Dopo il muro ci sono altri muri, il muro tra Paesi del nord e Paesi del sud del pianeta, il muro tra Paesi più evoluti e quelli più poveri, il muro tra Paesi che producono prodotti e Paesi che producono idee; tutti muri questi che sono più alti e più difficili da abbattere. Per questo coloro che desiderano candidarsi a ricoprire gli incarichi dell'Unione devono far capire al popolo europeo chi sono e quali programmi vogliano attuare.
Non devono essere nominati con accordi di pochi all'interno di segrete stanze e la scelta non deve essere condizionata da equilibri politici fra le nazioni e all'interno delle stesse. Si scelgano i migliori e sia data la possibilità al popolo europeo anche tramite il Parlamento sovrano di poter suggerire chi meglio di altri si propone. Non sono contro D'Alema o gli altri candidati ad oggi indicati ma contro il sistema che spinge per D'Alema, per equilibri politici interni all'Italia e fra le nazioni europee senza aver ad oggi ancora ascoltato cosa pensa di fare D'Alema in Europa. Se riusciremo ad abbattere questo ipotetico muro della nomination saremo a buon punto per costruire l'Europa Nazione».

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di Redazione
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