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Rivellini: "Solitaria battaglia notturna a Strasburgo in difesa della famiglia"


Rivellini: 'Solitaria battaglia notturna a Strasburgo in difesa della famiglia'
08/09/2010, 14:09


NAPOLI - L’europarlamentare del Pdl-Ppe Enzo Rivellini ha rilasciato la seguente dichiarazione: «In una seduta notturna, che sembrava convocata dalle 21 in poi per evitare che la maggioranza dei deputati fosse in aula, si é sviluppato un acceso dibattito sulla richiesta di alcuni membri della sinistra estrema di equiparare, in tutti i paesi dell'Unione europea, le unioni omosessuali con la tradizionale famiglia. Ho ritenuto mio dovere intervenire, in difesa della tradizionale famiglia composta da un uomo e una donna anche perché erano presenti, in aula, solo altri due colleghi di partiti moderati, mentre la sinistra era presente compatta e in forza per affermare, con tutti i mezzi, le proprie ragioni. La discussione è stata accesa e ho cercato di sottolineare che nessuno é contro le libertà individuali e che siamo, con forza, contro ogni discriminazione e razzismo. Naturalmente siamo anche contro i neo razzismi di chi pretende, con violenza ed arroganza, di avere per forza ragione. La famiglia é quella composta da un uomo ed una donna, quella che assicura la continuazione della nostra umanità, quella che é alla base della nostra società ed é sbagliato equipararla con altre unioni. La discussione è stata a dir poco rovente e mi sono trovato a fronteggiare decine di deputati che, con varie provocazioni, hanno tentato di mettermi in soggezione; ho invece continuato e ribadito che nessuno vuole negare la libertà di alcuno ma bisogna che anche loro rispettino la nostra cultura e la nostra storia e non chiedano, in maniera illiberale, che una comunità antica e matura come quella italiana, che da secoli basa i suoi valori sul tradizionale concetto della famiglia composta tra un uomo e una donna, possa rinnegare i propri principi. D’altronde bene ha fatto il commissario Reading a ricordare che tutto deve essere fatto evitando "sommosse popolari" e nel rispetto della delibera della Corte di giustizia europea del 2008 che ribadiva la mia posizione».

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di Paola Picilli
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