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Rivolta nel Pdl sul DDL sicurezza


Rivolta nel Pdl sul DDL sicurezza
18/03/2009, 13:03

Finalmente nel PdL un sussulto di dignità, per quanto microscopico, da parte dei parlamentari. E così un centinaio di esponenti del partito di maggioranza hanno mandato una lettera al premier Silvio Berlusconi, chiedendo di non mettere la fiducia sul decreto legge sulla sicurezza, in quanto ci sono diversi punti da cambiare. Uno dei più importanti, già conosciuto, è quello che impone ai medici di denunciare l'extracomunitario irregolare che si presenta al pronto soccorso per curarsi, cosa che sta provocando l'allontanamento di questi ultimi dai medici. Ma i legali dell'ASGI (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione) hanno trovato anche un'altra norma potenzialmente distruttiva: quella che obbliga l'extracomunitario a presentare il proprio permesso di soggiorno per avere un servizio da un ente pubblico. La conseguenza immediata della norma contenuta nell'articolo 45, comma 1, lettera f del provvedimento sarebbe l'impossibilità di denunciare all'anagrafe i figli nati in Italia da extracomunitari irregolari. Così si creerebbe un esercito di bambini, in pochi anni, apolidi, cioè senza nazionalità; inoltre sarebbero un ottimo mercato vergine per pedofili, trafficanti di organi e per qualunque organizzazione malavitosa intenda usarli per guadagnarci.
Alle critiche dell'ASGI ha risposto il Sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, prima negando la veridicità di queste affermazioni e poi ammettendo l'esistenza di un "equivoco di interpretazione", in quell'articolo, affermando che il governo "chiarirà la norma". Segno evidente che il provvedimento recita esattamente quanto denunciato dall'ASGI

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di Antonio Rispoli
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