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Il piano presentato dall’assessore regionale Taglialatela

Rivoluzione nella politica abitativa, ecco l’Housing Sociale


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Rivoluzione nella politica abitativa, ecco l’Housing Sociale
03/11/2010, 17:11

NAPOLI - Soddisfare il bisogno di nuove abitazioni, riqualificare intere aree degradate, rimodellare l’urbanistica seguendo le esigenze della popolazione. Questi i concetti alla base del nuovo piano di Housing Sociale, presentato dall’assessore regionale Marcello Taglialatela, che si propone, mediante l’utilizzo di fondi già esistenti e di una pianificazione dettagliata e capillare, di rinnovare la politica abitativa attualmente in uso ed ormai desueta.
Di seguito, il testo di presentazione del piano di Housing Sociale.



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HOUSING SOCIALE
Indirizzi innovativi
Le nuove normative in materia di Edilizia pubblica abitativa impongono un ripensamento
complessivo del concetto di abitare e il superamento dei quartieri solo residenziali.
Le nuove tematiche urbanistiche delle città non sono più legate alla crescita e all’espansione
sfrenata attraverso il consumo di nuove parti del territorio, ma racchiuse su temi che riguardano la
riqualificazione delle parti già costruite.
Oltretutto occorre far fronte sempre più a domande abitative atipiche (forte aumento di single,
famiglie mono-genitoriali, immigrati, lavoratori temporanei, studenti fuori sede, ecc) ed
all’allargamento dell’emergenza casa a fasce di popolazione intermedie, ossia di coloro che non
sono in condizione di accedere a un mutuo o che hanno bisogni abitativi di carattere temporaneo,
evidenziando la necessità di incrementare la disponibilità di alloggi in affitto a canone calmierato.
Questa politica abitativa nuova, del tutto diversa rispetto a quella impostata con le leggi 167/62 e
865/71, si integra con le politiche urbane più complesse, anche utilizzando le esperienze dei
programmi complessi finalizzati alla riqualificazione/rigenerazione urbana per una migliore qualità
della vita. (Programmi Integrati Urbani PIU’ Europa).
L’Housing sociale”
La recente definizione di “alloggio sociale” del 2008, evidenzia l’esigenza di considerare il tema del
“progetto casa” attraverso un approccio che metta assieme gli aspetti immobiliari con quelli sociali
e “immateriali” dei servizi.
Quindi l’“Housing sociale” rappresenta l’insieme di alloggi e servizi, di azioni e strumenti rivolti a
coloro che non riescono a soddisfare sul mercato il proprio bisogno abitativo, per ragioni
economiche o per l’assenza di un’offerta adeguata. La finalità dell’Housing sociale è di migliorare e
rafforzare la condizione di queste persone, favorendo la formazione di un contesto abitativo e
sociale dignitoso all’interno del quale sia possibile non solo accedere ad un alloggio adeguato,
ma anche a relazioni umane ricche e significative.
Perciò i quartieri dovranno avere un mix sociale supportato da un mix funzionale in cui la
varietà di servizi conviva con le residenze, contribuendo a migliorare la qualità della vita e il
presidio del territorio, soprattutto a vantaggio dei soggetti individuati nelle fasce più deboli.
Qualità urbana
In linea con i principi innovativi della sostenibilità ambientale, la strategia regionale punta ad una
progettazione rinnovata che sappia integrare scelte orientate all’ottimizzazione delle risorse locali
(climatiche e materiche) aprendo nuovi scenari di eco-efficienza e di Qualità urbana.
Il risultato di tale atteggiamento è la bioarchitettura attenta al contenimento dei consumi
energetici, capace di sfruttare il clima e le risorse naturali locali, fondata su un approccio
bioclimatico, rivolge particolare attenzione all’uomo e all’ambiente cercando di instaurare tra essi
un perfetto equilibrio.
Nella realizzazione di Housing sociale, la progettazione urbana e architettonica deve inoltre
prevedere anche un progetto gestionale integrato che metta a sistema le singole parti del
progetto (spazio privato, spazio pubblico, servizi, gestione futura ecc) e coordini le dimensioni
rilevanti (economico-finanziaria, gestionale, sociale, architettonica ed ambientale) all’interno di un
disegno complessivo. Sono inoltre richiesti nei progetti livelli elevati di efficienza energetica e
sostenibilità ambientale secondo le migliori tecnologie disponibili.
In sintesi gli obiettivi principali sono:
•realizzare parti urbane complete di alloggi e servizi anche con l’apporto di risorse
private
•costruire a misura d’uomo con progetti che perseguono la qualità urbana e la
sostenibilità
2
Linee e categorie di intervento
Il D.M. 8 marzo 2010, emanato dal Ministero per le Infrastrutture e Trasporti e pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale n. 104 del 6/5/2010 ripartisce per la Campania 41.168.899,68 euro destinati a
finanziare le seguenti quattro linee di intervento previste dall’articolo 1 del Piano nazionale di
edilizia abitativa:
b) incremento patrimonio di edilizia residenziale pubblica;
c) promozione anche da parte di privati di interventi in project financing;
d) agevolazioni a cooperative edilizie;
e) programmi integrati di promozione di edilizia residenziale sociale.
Ai sensi del citato D.P.C.M., la regione deve predisporre, entro 180 gg. (quindi entro il 2 novembre
2010), il programma di interventi da finanziare con riferimento alle quattro linee di intervento
suddette, valutando, con procedure di evidenza pubblica, le proposte formulate dai soggetti
pubblici, dagli ex IACP comunque denominati e dai privati interessati.
Nell’attuazione delle strategie del Programma Edilizia Residenziale Sociale, l’Housing sociale si
esplica attraverso:
1) interventi che assicurano il perseguimento dell’obiettivo-casa, con l’incremento del patrimonio
residenziale pubblico dei Comuni;
2) interventi di edilizia agevolata, anche con il ricorso alle tradizionali cooperative edilizie,
nonché alle cooperative di autocostruzione ed autorecupero;
3) interventi sperimentali quali: co-housing/ loft di piccolo taglio/ anziani /alloggi per studenti
universitari/ alloggi in turn-housing con contratti di locazione a breve periodo/ stratificazione di
destinazioni d’uso (negozi, co-housing studenti e/o anziani, alloggi giovani coppie) casefamiglia/
comunità alloggio per psicolabili/etc. ovvero abbineranno la funzione residenziale ad
attività artigianali della tradizione, condivise dagli occupanti
4) interventi di emergenza abitativa correlati ad es. con la finalità di delocalizzazione dei residenti
nelle zone a rischio sismico o vulcanico, ecc.
Le categorie di intervento assentibili sono le seguenti:
•recupero edilizio,
•nuove costruzioni,
•manutenzione straordinaria,
•riqualificazione urbana,
•urbanizzazioni primarie e secondarie,
•acquisto alloggi da parte dei comuni,
•maggiori oneri derivanti da sentenze di esproprio e lodi arbitrali,
•interventi ed incentivi per la delocalizzazione dei soggetti residenti in zone a rischio sismico e
vulcanico etc.

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di Redazione
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