Politica / Regione

Commenta Stampa

Una delle poche persone che si interessano dell'infanzia

Roberta Lerici (Idv): "Difendiamo i nostri bambini"


Roberta Lerici (Idv): 'Difendiamo i nostri bambini'
25/03/2010, 16:03

ROMA - E' una delle poche candidate - se non l'unica - alle elezioni regionali che si occupa attivamente dell'infanzia: Roberta Lerici, candidata per il Lazio nelle file dell'Italia dei Valori, responsabile del Dipertimento per l'infanzia dell'Idv e responsabile per il Lazio del Movimento per l'Infanzia, una onlus. Naturalmente non si può non iniziare dalla cronaca di oggi.

Cosa ne pensa della notizia di oggi, sull'eventuale coinvolgimento dell'allora cardinale Joseph Ratzinger e del cardinale Tarcisio Bertone nel coprire il reverendo Murphy, accusato di aver abusato di 200 bambini sordi in un istituto religioso negli Stati Uniti?

"Non c'è ancora la certezza, ma non è una cosa nuova. In Italia è successa una cosa del genere anni fa all'Istituto Provolo, di Verona, su cui ci sono state indagini da parte della Procura per pedofilia, partita da una denuncia dell'associazione sordi, cosa che è stata rivelata anche da un'inchiesta dell'Espresso ed è stata confermata dai racconti di numerose persone abusate. Ma c'è una cosa che stupisce, in queste vicende. Quando ci sono dei casi in cui un sacerdote è accusato di pedofilia, i commenti della Curia sono sempre di difesa dell'imputato, dicono che c'è un errore, sono false accuse e così via. E fin qui lo possiamo definire anche normale. Ma quello che stupisce è che la Curia non ha mai parole di conforto per le vittime. I bambini non vengono mai menzionati".

Spostiamoci al Lazio, dove lei è candidata nelle file dell'Idv. Che ne pensa dei continuamenti spostamenti degli accampamenti rom che il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sta facendo?

"Mi sembra di assistere alla stessa storia della spazzatura a Napoli. Si limitano a spostarla in periferia o nelle province limitrofe ed hanno risolto il problema. I rom vengono trattati alla stessa maniera dal Sindaco Alemanno: li si sposta fuori dal nucleo cittadino e ritengono di avere risolto il problema. Anche perchè i bambini poi così hanno immense difficoltà ad andare a scuola. Infatti in ogni scuola ci possono stare solo cinque bambini rom. Così, quelli che, per forza di cose, devono andare in scuole lontane, impiegano anche due ore di pullman, per arrivare a scuola, ed altre due per tornare. Quattro ore per andare da una parte all'altra di Roma. E' una cosa sbagliata. Se si prendono certe decisioni, bisogna sempre verificare quale può essere la ricaduta anche sui bambini".

Uno dei problemi che affligge tutte le Regioni è la spesa sanitaria. Nel Lazio attualmente c'è un Commissario governativo che la gestisce. Secondo lei sta agendo bene?

"Non molto. Ha preso pessime decisioni, come per esempio la sospensione di alcuni tipi di assistenza domiciliare ai bambini disabili. Questo complica molto la situazione per i familiari, che si sono trovati senza un importante appoggio. Per questo è importante la vittoria alle Regionali di Emma Bonino, che ha già nel programma il ripristino dei presidi locali, in modo che si possa avere un appoggio sanitario vicino, senza andare per forza in ospedale".

Lei è di Rignano Flaminio, un Comune che è balzato agni onori della cronaca per un triste episodio: due insegnanti, una bidella ed altre due persone accusate di abusi sui bambini del locale istituto omnicomprensivo. Al di là del discorso penale, che verrà discusso nell'ambito del processo che si terrà tra breve, dopo il rinvio a giudizio degli imputati, quale è stato l'effetto sul paese?

"L'effetto è stato notevole. All'inizio l'indagine ha causato addirittura un crollo nel settore immobiliare, nessuno voleva andare a vivere lì. Ci sono stati periodi dove c'è stata quasi una spaccatura tra coloro che ritengono gli imputati colpevoli, da una parte, e coloro che li ritengono innocenti e coloro che sono indecisi, dall'altra. Addirittura ci sono stati locali dove si poteva parlare solo da uno o dall'altro punto di vista, perchè dire cose contrarie a quello che pensavano la maggioranza dei frequentatori di quel locale poteva dar luogo a liti verbali. E i candidati che sono venuti qui a fare campagna elettorale si sono rifiutati di affrontare l'argomento, hanno elegantemente sorvolato sull'argomento".

Sembra un gran brutto segno.

"E lo è. Ho l'impressione che lo shock di quella vicenda non sia stato metabolizzato. Ma non è che si può risolvere così, rifugiandosi nel silenzio. Bisognerebbe parlarne apertamente, confrontarsi ed andare oltre. Solo così si può reagire nella maniera giusta".

C'è qualche obiettivo, a cui lei mira, una volta che potrà dire la sua nel Consiglio Regionale del Lazio?

"Sì. Mi piacerebbe riuscire ad imporre che vengano installate telecamere nelle scuole ed anche nelle singole classi, dagli asili alle scuole medie. Ci sono stati tanti episodi che ne hanno dimostrato l'utilità. Non solo i fatti di Rignano Flaminio, ma anche per esempio quanto è avvenuto a Pistoia (due insegnanti che picchiavano ad angariavano pesantemente i bambini che erano affidate loro, ndr). In quel caso le telecamere furono messe di nascosto dalla Polizia e così si vide cosa stava succedendo. Se ci fossero state sin dall'inizio, le due insegnanti sarebbero state fermate immediatamente. Si tratta di una misura a tutela dei bambini",

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©