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ROCCAPIEMONTE: RESISTENZA INCIVILE AL PASSAGGIO DI GESTIONE DEL SII A GORI. AGGREDITI NUOVAMENTE I FUNZIONARI DELL’AZIENDA.


ROCCAPIEMONTE: RESISTENZA INCIVILE AL PASSAGGIO DI GESTIONE DEL SII A GORI. AGGREDITI NUOVAMENTE I FUNZIONARI DELL’AZIENDA.
23/10/2008, 08:10

A distanza di appena 6 mesi, si è nuovamente verificato un atto di grave inciviltà da parte dei rappresentanti dei comitati civici per la ripubblicizzazione dell’acqua di Roccapiemonte. Stamattina, i funzionari GORI si sono presentati presso il municipio cittadino, dove ad attenderli doveva esserci il sindaco Antonio Pagano per il completamento dell’iter burocratico relativo al passaggio di consegne della gestione del Servizio Idrico Integrato. Ma come accaduto lo scorso 1 aprile ad aspettarli c’erano numerosi manifestati, aizzati a dovere, che prima verbalmente e poi fisicamente hanno aggredito i malcapitati. Calci e pugni che hanno costretto uno dei rappresentanti di GORI a dover ricevere le dovute cure mediche presso il pronto soccorso dell’ospedale di Mercato San Severino. 

 “L’aggressione che i dirigenti della GORI hanno subito questa mattina nello svolgimento del loro lavoro - spiega la presidente dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano, Alfonsina De Felice - è un atto criminale e vile che offende noi tutti e la stessa città di Roccapiemonte. E' giunto il momento che i Sindaci si assumano le loro responsabilità. La gestione del servizio idrico integrato è stata trasferita al soggetto gestore dell’ATO 3 Campania, legittimamente individuato dall’Autorità d’Ambito, ed anche il Comune di Roccapiemonte ha sottoscritto la convenzione di trasferimento della gestione. I Sindaci, in qualità di legittimi rappresentanti del popolo, sono tenuti a far rispettare quanto l’Ente Comune ha sottoscritto nelle sedi istituzionali. Le Amministrazioni Comunali non possono assolutamente supportare, o non condannare, aggressioni da parte di persone che, proclamandosi rappresentanti della maggioranza dei cittadini e, in nome di ideologie e populismi, danno vita a forme di violenza fisica e morale nei confronti di chi invece opera nel rispetto della legge. Credo, infine, che questi comitati siano definibili in qualsiasi modo fuorché civici, perché la convivenza civile mi sembra che non preveda l’utilizzo della violenza”.

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di Redazione
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