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Nessun rimpasto: Napolitano frena Berlusconi

Romano: “Niente imboscate, ma maggiori garanzie per Ir”

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Romano: “Niente imboscate, ma maggiori garanzie per Ir”
17/03/2011, 14:03

ROMA – Rimpasto di governo? Tempi più lunghi dettati dal Quirinale. Ancora una volta il presidente della Repubblica frena quelle che sono le intenzioni del premier, obbligandolo ad optare per scelte diverse da quelle messe in cantiere inizialmente. Un incontro breve quello al Colle di ieri pomeriggio, durato quaranta minuti, che secondo indiscrezioni sarebbe stato improntato alla freddezza. Il Capo dello Stato avrebbe segnalato a Berlusconi che per nominare tutti i sottosegretari che lo stesso premier ha sul taccuino occorre un disegno di legge che modifichi la “riforma Bassanini” del 1999, che stabilisce in 12 il numero dei ministeri e in 60 quello dei sottosegretari. Il Cavaliere, in altre parole, è salito al Colle per poi riscenderne a mani vuote. Quindi, per il momento, nessuna accelerazione delle procedure per nominare Saverio Romano ministro dell’Agricoltura e Giancarlo Galan ai Beni culturali, nomine che erano date già come scontate: se fino a ieri il presidente del Consiglio sembrava intenzionato a fare il rimpasto della squadra di governo in due fasi, infatti, dopo l’incontro al Quirinale ha confermato l’intenzione di seguire l’indicazione del presidente Napolitano e di procedere all’annunciato rimpasto in tempi più lunghi e nominando contemporaneamente i nuovi ministri e i nuovi sottosegretari. In un unico atto insomma. Saverio Romano, dunque, che era pronto a giurare nelle mani del Capo dello Stato, anche stavolta dovrà aspettare. Quest’ultimo, che fa parte del gruppo dei Responsabili che si è formato alla Camera per sostenere il governo, non ha celato la profonda delusione per il rinvio della nomina che lo riguarda. Sul suo nome però ci sarebbero perplessità espresse anche da Napolitano. Chi è realmente Saverio Romano? Romano è stato indagato nel 2003 dalla Procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione, imputazione da cui è stato prosciolto nel 2005. Ma le polemiche si sono riaccese nel 2009, quando Massimo Ciancimino (figlio dell’ex sindaco democristiano Vito Ciancimino condannato per mafia) lo ha accusato di avergli pagato tangenti per oltre 100 mila euro. Ma al di là del caso dell’esponente Ir, Berlusconi deve sbrogliare anche il caso che riguarda Claudio Scajola, ex ministro dello Sviluppo economico, che preme per una sua ricollocazione nella compagine di governo o al vertice del Pdl.

ROMANO, DA IR NESSUNA IMBOSCATA
“Iniziativa responsabile non farà mai mancare il proprio sostegno alla maggioranza, ma chiede un ingresso organico in essa. Insomma, noi poniamo questioni politiche e non di poltrone”. Saverio Romano, leader del Pid, in conferenza stampa a Montecitorio smentisce quelle che sono state definite frizioni tra il gruppo di Iniziativa Responsabile e il Pdl. Ieri, ad esempio, cinque deputati di Ir non hanno votato con la maggioranza, ma “da parte nostra non c’è stata nessuna imboscata”, chiarisce Romano, che a metà dell’incontro con i giornalisti riceve una telefonata del premier Silvio Berlusconi, durata un paio di minuti. Il problema, per il coordinatore di Pid, non è l’ingresso nell’esecutivo. Romano chiede al governo di prendere atto che dal giorno del voto di fiducia la maggioranza è cambiata e dunque Ir deve “essere presente in sede politica. Non per mettere in difficoltà il governo ma per aiutarlo. La sede politica può essere l’incontro tra i capigruppo in Parlamento, ad esempio”. In sostanza, serve prima un “accordo politico” che faccia entrare Iniziativa Responsabile “organicamente nella maggioranza”. Dunque, in altre parole, i provvedimenti legislativi non devono essere discussi solo da Pdl e Lega, ma anche da Ir, solo allora si potrà parlare per Romano di ingresso nel governo.

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di Antonio Formisano
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