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Ronghi-Brusco(MPA): Piano-casa deve essere legge per le famiglie


Ronghi-Brusco(MPA): Piano-casa deve essere legge per le famiglie
29/09/2009, 16:09

“Settantancinque emendamenti per far sì che il Piano-casa sia una vera opportunità per le famiglie e per rilanciare economia ed occupazione”.
Con mattoni e tavelle, caldarella e cucchiaio, impasto per cemento e cappello per muratore, i consigliere regionali del MpA – Alleati per il Sud Salvatore Ronghi e Francesco Brusco hanno illustrato alla stampa le proposte del MpA per il Piano casa che inizierà domani in suo iter in Consiglio regionale.
“Vogliamo che il Piano-casa sia una legge per le famiglie, residenti sia nelle zone urbane che in quelle degradate, che consenta di dare impulso all’edilizia attraverso il cambiamento di destinazione d’uso delle aree industriali dismesse da almeno tre anni sia all’interno delle città che nelle aree periferiche, di riqualificare le aree degradate e i centri storici, di intervenire sulla zona rossa rafforzando le vie di fuga” – hanno spiegato Ronghi e Brusco, nell’illustrare i propri emendamenti: “l’attuale testo consente l’ampliamento delle volumetrie del 20% solo per le villette, noi, invece, proponiamo che tale intervento possa essere effettuato fino al 30% anche nei condomini con spazi idonei e nel rispetto dello stile architettonico del manufatto e del contesto oltre che delle distanze minime da rispettare”. “Inoltre  - hanno proseguito i due esponenti del MpA – siamo per la sanatoria del piccolo abuso di necessità, ovvero di quegli interventi oltre la volumetria consentita dalla concessione edilizia e che abbiano avuto come scopo la necessità delle famiglie di ampliare il proprio immobile”.
Per quanto riguarda il cambio di destinazione d’uso delle aree industriali dismesse “siamo del tutto a sostegno di tale intervento con un incremento di volumetria del 30% – hanno sottolineato i due esponenti del MpA – purchè la dismissione sia avvenuta da almeno tre anni e riguardi non solo le aree periferiche ma anche quelle cittadine: nei centri delle città – hanno esemplificato Ronghi e Brusco – ci sono vecchi stabilimenti industriali abbandonati che sono divenuti covo di degrado e criminalità; con la nostra proposta queste strutture potranno essere valorizzate attraverso la realizzazione di edilizia residenziale sociale”.
Gli emendamenti del MpA prevedono, inoltre, la possibilità di edificare in aree protette, previa autorizzazione dell’ente preposto e purchè si tratti di aree laddove la inedificabilità è relativa;  di abbattimento e ricostruzione nei centri storici senza premialità per palazzi fatiscenti  e non coerenti con lo stile architettonico con il recupero dei sottotetti senza modifica dello stile dell’edificio; di abbattimento e ricostruzione all’esterno dei centri storici con premialità per palazzi fatiscenti  con il recupero dei sottotetti  per le quali si prevedono modifiche di sagoma; infine, l’MpA propone l’abbattimento dei palazzi fatiscenti lungo le vie di fuga dell’area vesuviana, con la contestuale previsione di delocalizzazione abitativa, con il coinvolgimento dei comuni che, con intese ed accordi di programma, possono destinare aree  a scopo residenziale e, in quota parte del 30%, a fini turistico-produttivi.
“Il nostro impegno in Aula sarà assoluto e determinato – hanno annunciato Ronghi e Brusco – affinchè il Consiglio approvi un Piano casa utile e realmente efficace per le famiglie e per l’economiae affinchè questo provvedimento tanto atteso dai territori non si trasformi nell’ennesima occasione perduta”.

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di Agostino Falco
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