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Ronghi-Palmieri su alienazioni immobili pubblici e modifica finanziaria regionale 2008


Ronghi-Palmieri su alienazioni immobili pubblici e modifica finanziaria regionale 2008
16/07/2009, 18:07

“La politica regionale, dimostrando almeno in questo caso di saper opportunamente tornare sui propri passi per correggere i propri errori, ha reso giustizia a quanti, migliaia di cittadini della Campania, erano stati vessati ingiustamente da una norma regionale palesemente illegittima se non incostituzionale”.

Così il Vice Presidente del Consiglio regionale campano Salvatore Ronghi a margine della conferenza stampa svoltasi questa mattina nella Sala Multimediale del Comune di Napoli per illustrare il portato della legge regionale che modifica l’art.55 della L.R. 30.01.2008, n.1, concernente i nuovi criteri di alienabilità degli alloggi di edilizia residenziale pubblica acquistati da assegnatari o da loro aventi diritti, approvata il 2 luglio scorso. Un’iniziativa alla quale hanno preso parte, il consigliere comunale del Npsi-Pdl Domenico Palmieri (promotore della relativa proposta di legge regionale), il Presidente del Consiglio Notarile di Napoli Tommaso Gaeta, i notai Enzo Salomone e Stefano Santangelo e il Presidente Nazionale dell’Uppi (Unione Piccolo Proprietari Immobiliari) Giacomo Carini.

La norma, così come approvata, è stato spiegato da Ronghi e Palmieri, punta soprattutto ad abrogare l’obbligo per quanti avevano acquistato un alloggio pubblico prima del ’77 (data del varo delle norme sul diritto di prelazione L. 513/77) di dover garantire all’ente originario, qualora intendessero rivenderlo, gli oneri previsti dal diritto della prelazione (il 10% del valore catastale dell’immobile, aliquota poi raddoppiata nel 2008 dalla Regione Campania che, contestualmente, vi aveva anche aggiunto un ulteriore aliquota del 15% - a scalare dell’1% per ogni anno successivo ai dieci previsti quali termine per l’inalienabilità.

“Una norma, quella ora modificata grazie all’intervento di Ronghi e di tutta l’Aula regionale che unanimemente l’ha condivisa, che non poteva essere imposta retroattivamente - ha spiegato Palmieri - poiché andava a realizzare un ingiusto ed illegittimo balzello ai danni, peraltro, di fasce sociali deboli e che aveva inoltre generato un pesante clima di incertezza giuridica persino tra i notai. Dunque, una buona notizia per tutti”.

“Certo, - ha aggiunto Palmieri – resta aperto il problema, assolutamente da sanare, per quanti hanno già ingiustamente sopportato questo onere. Ma su questo la battaglia, nella quale continuerò ad impegnarmi, la considero aperta. Quanto al’irrisolto nodo dell’applicazione retroattiva delle norme regionali del 2008 non ho alcun dubbio: quelle norme si applicano solo ai rogiti successivi alla data di pubblicazione sul Burc della Finanziaria 2008”.

“La mia - ha avvertito Giacomo Carini è una pacata soddisfazione perché la regione ha ora solo ridimensionato, anche se in buona parte, gli effetti derivanti da una applicazione retroattiva delle sanzioni correlate alla prelazione in parola. Certo, questo provvedimento viene incontro alle preoccupazioni di cittadini spesso meno abbienti che considerano un dramma dover reperire quattrini per fa fronte alla suddetta sanzione ma ritengo che sarebbe opportuno che si andasse piu a fondo e che venisse abrogata tout court una norma che contrasta con i principi fondamentali della libera di circolazione dei beni”.

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di Redazione
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