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Non riesce a trattenere l'emozione la deputata del Pd

Rosy Bindi in lacrime per la nomina a presidente del Pd


Rosy Bindi in lacrime per la nomina a presidente del Pd
08/11/2009, 10:11

Di certo per lei non deve essere stata una sorpresa; certe nomine non vengono conferite all'ultimo minuto, magari con qualche colpo di scena inaspettato.
Eppure, quando Maurizio Magliavacca ha annunciato "Rosy Bindi presidente del partito democratico", qualche lacrima è scivolata via, giù da un paio d'occhi gonfi che non hanno saputo né probabilmente voluto trattenersi. La Bindi, dopo anni di lavoro nella Dc, nel Ppi, nella Margherita e nel Pd riesce ad ottenere un ruolo fondamentale all'interno di un partito; quello democratico appunto. Già venerdi scorso la neo presidente aveva telefonato a Romano Prodi per ottenerne la "benedizione". "Vai Rosy, fai un buon lavoro", era stata la risposta del suo amico di sempre, di quello che il vicepresidente alla Camera del Pd considera il fulgido padre dell'Ulivo.
A chi pensa che questo nuovo incarico possa essere un ruolo di facciata o di pallida formalità, la deputata del Pd risponde chiaramente:"Devo far funzionare l’assemblea - precisa infatti - e rendere effettivo uno dei contenuti della mozione Bersani: fare degli organi del partito luoghi decisionali. L’unica sede della pluralità è quella". Dalle parole ai fatti: la Bindi fissa subito una nuovo incontro entro dicembre (confidando in un dose minore di sbadigli da parte dei partecipanti) visto che, a suo parere, "l’assemblea nazionale dovrà essere il cuore della vita del partito".
Dopo il semplice e motivante "Vai Rosy" della sua più grande sostenitrice Livio Turco, arrivano anche le parole della ministra di Mara Carfagna "Buon lavoro a Rosy Bindi. Ritengo particolarmente importante il fatto che, da oggi, a ricoprire un ruolo di sintesi, delicato e rappresentativo, sia una donna". Dal canto suo la Bindi ringrazia e lancia una frecciata: "Sono fiera di stare in un partito che non si limita a garantire una rappresentanza del 50% negli organi dirigenti".
Nomina importante anche per Enrico Letta che, forse per scaramanzia, forse per modestia o forse per nessuno dei due motivi, vuole attendere fino alla totale ufficialità prima di accettare i complimenti per la nomina a vicesegretario del partito. Alla fine la proclamazione ufficiale avvene e Letta ringrazia il suo collega di partito ed ami Pierluigi Bersani: "Bersani è partito con il piede giusto. Lo ringrazio anche per la fiducia che mi ha dato. È giusta la scelta di coinvolgere chi ha perso il congresso e di investire su chi ha vinto, è un giusto equilibrio e a due settimane dalle primarie possiamo dire che archiviamo il clima di scontro".

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di Germano Milite
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