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Livia Turco tuona: "Impedito il rispetto della legge 194"

Ru486: il ministero del Welfare la vincola al ricovero


Ru486: il ministero del Welfare la vincola al ricovero
27/11/2009, 21:11

ROMA – Il ministero del Welfare ha inviato all’Aifa il proprio parere relativamente all’utilizzo della Ru486, su richiesta della commissione Sanità del Senato. Nel documento vengono tracciate le linee guida sulla pillola abortiva, che dovrà essere utilizzata solamente in ospedale, per consentire un attento monitoraggio del percorso abortivo in tutte le sue fasi, per ridurre al minimo le reazioni avverse e per disporre un rilevamento efficace di dati di farmaco vigilanza che consenta di verificare il rispetto della legge.

Per Maurizio Sacconi è importante valutare “se sia necessario riconsiderare la delibera adottata al fine di garantire modalità certe di somministrazione del farmaco in questione onde evitare ogni possibile contrasto con la legge n. 194 del 1978”.
Meno di 24 ore fa la commissione Sanità di Palazzo Madama aveva chiesto uno “stop precauzionale” all’immissione in commercio della pillola abortiva Ru486. La polemica che ne è nata si distacca dal piano sanitario, per arrivare alle alte sfere della politica. Il Partito Democratico, infatti, accusa il Governo di voler impedire la commercializzazione della pillola per arrivare ad una modifica della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza.

Polemiche sono nate anche dall’indagine conoscitiva, che poche ore fa ha presentato il risultato finale. Per l’oncologo Umberto Veronesi “fa ridere pensare che se un farmaco è sicuro in Francia non lo sia anche in Italia”. A dire il vero, il farmaco è considerato sicuro in oltre mezza Europa, tant’è che diversi Paesi lo utilizzano tranquillamente da diversi anni.

Il quotidiano Avvenire, invece, in un editoriale pubblicato questa mattina, ha sottolineato “l’ineccepibile decisione del Parlamento di chiedere al Governo una parola chiara”. Secondo il quotidiano, di fronte a tanto “orrore” e ad “un formidabile urto mediatico, politico e culturale il Parlamento si è riappropriato della sua funzione di rappresentanza della volontà popolare”.

Le critiche più dure arrivano dal Partito Democratico, e si scagliano anche contro le linee guida indicate dal Welfare, che prevedono il ricovero in ospedale nel caso si volesse utilizzare la pillola abortiva. A parlare è Livia Turco, capogruppo del Pd in commissioni Affari sociali a Montecitorio ed ex ministro della Salute. “Basta con gli equivoci, - dice, - il ministro Sacconi e il sottosegretario Roccella stanno impedendo l’utilizzo della pillola Ru486 in modo surrettizio con il pretesto della salute delle donne e il rispetto della stessa 194”, legge che, sottolinea la Turco, non prevede l’obbligo del ricovero. Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd a Palazzo Madama, in linea con la Turco, accusa il Governo di “non dire la verità” e di “impedire la commercializzazione della Ru486 e di fatto arrivare ad una modifica della legge 194”.

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di Nico Falco
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