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Il duro attacco del Pd: "Ci vergogniamo davanti al mondo"

Ruby, il Cavaliere e tutte le sue dame

La difesa: “Decideremo se il premier risponderà ai pm"

Ruby, il Cavaliere e tutte le sue dame
15/01/2011, 20:01

“Feste e party si, ma nulla di più”: la bella e simpatica Karima El Mahroug, meglio nota con il suo nome d’arte “Ruby Rubacuori”, smentisce l’ipotesi di rapporti sessuali con il premier. Non si tratta di prostituzione, per la diciottenne marocchina, che ammette però di aver avuto un piccolo regalo dal presidente del Consiglio. Ben sette mila euro: “ma solo come aiuto – dichiara - per cercare un lavoro”. Così Silvio Berlusconi non solo sarebbe un “perseguitato” dai giudici “di sinistra” (tanto per utilizzare delle affermazioni a lui care), ma anche un benefattore. Peccato che lo sia, però, solo con belle e giovani ragazze. Viene da chiedersi se sia un segno di beneficenza anche il fatto che diverse ragazze finite al centro dell’inchiesta dei Pm di Milano, vivano in appartamenti pagati dal Cavaliere. Sono quattordici le dame al servizio del Cavaliere. Sono giovani, avvenenti e sono belle. E vivono tutte in appartamenti concessi in comodato d’uso da Berlusconi, attraverso il suo uomo di fiducia Giuseppe Spinelli: una sorta di quartier generale, insomma, in quel di Milano 2, dove le ragazze risiedono, per essere poi ospitate alle serate organizzate nella residenza di Arcore. In cambio, soldi e regali. Questa testimonianza venne registrata dagli inquirenti il 3 agosto scorso, quando Ruby cominciò a raccontare la sua verità. Una verità fatta di nomi e cognomi, di ricordi e di date. Poi ci sono i riscontri della Magistratura, la verifica delle celle dei ripetitori dei telefonini, che indicano la presenza del cellulare di Ruby ad Arcore per tre notti di seguito, il 24, 25 e 26 aprile. Poi ci sono ancora, come se non bastasse, le intercettazioni degli apparecchi telefonici di Emilio Fede e Lele Mora, che avrebbero parlato ancora una volta di “bunga bunga”. E proprio il tormentone del “bunga bunga” (nato da un vecchia barzelletta di Berlusconi), sembra configurarsi sempre più come una spina nel fianco del Cavaliere. Se le parole di Ruby possano servire o meno al presidente del Consiglio come una carta difensiva dinanzi ai Magistrati, non è ancora dato saperlo. Allo stesso modo in cui non è dato sapere fino a che punto possano reggere le dichiarazioni del premier che continua a parlare di “ennesimo teorema costruito appositamente per gettare fango sulla mia persona e sul mio ruolo istituzionale nel tentativo, illusorio, di eliminarmi dalla scena politica”. Ma di sicuro non è una bella immagine quella del nostro Paese al di là dei confini nazionali. Un Paese in cui le ragazzine piuttosto che andare a scuola, preferiscono partecipare a “cene a casa di un vecchio riccone”, come si è espresso al riguardo il segretario del Pd Pierluigi Bersani. Ancora più se il vecchio riccone in questione ricopre un’alta carica istituzionale come quella della presidenza del Consiglio.

AGGIORNAMENTO ALLE ORE 20:12

Dalle opposizioni arriva unanime il coro “si presenti dinanzi ai giudici”. Non è ancora stato deciso, però, se il presidente del Consiglio andrà a rispondere ai pm di Milano. A sostenerlo è l’avvocato Paolo Longo che, insieme a Niccolò Ghedini assiste il premier. “Al momento rimane anche aperto il discorso del legittimo impedimento - ha precisato il legale - del quale discuteremo nell’eventualità di un interrogatorio”. Longo ha poi attaccato i pm: “Quelle della procura di Milano sono ricostruzioni ardite per poter finire sui mass media e per fare in modo che queste cose finiscano sui mass media con lo scopo di `graticolare´ il presidente del Consiglio per i prossimi mesi”. Longo, che ha di nuovo parlato di inconsistenza delle prove, ha anche ribadito che il documento è stato recapitato “non a caso” il giorno dopo la decisione della Consulta sul legittimo impedimento.

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di Antonio Formisano
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