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Pdl pronto ad andare fino alla Corte europea

Ruby, violata la privacy: Ricorrere a Corte Strasburgo

Si fa strada l’ipotesi di un dl sulle intercettazioni

Ruby, violata la privacy: Ricorrere a Corte Strasburgo
10/02/2011, 12:02

ROMA – A palazzo Grazioli il più delle volte si entra a mani vuote e si esce invece con degli omaggi del presidente del Consiglio. Dopo l’incontro di ieri sera, l’ennesima cena notturna, se è vero che le bocche dei partecipanti erano sostanzialmente cucite, è altrettanto vero però che le mani erano piene. Dei regali che il premier, in segno della sua bontà d’animo, ha concesso ai suoi ospiti. Scatole contenenti le cravatte di Marinella e confezioni con all’interno il meglio dei prodotti naturali di Villa Certosa: olio e altri generi alimentari per tutti insomma. D’altronde si sa, e il premier non fa altro che ribadirlo: lui è un benefattore. E così, anche la cena notturna di ieri sera ha assunto i toni di una quasi “mensa di beneficenza”, in cui il padrone di casa, catturato dal raptus della benevolenza, elargisce doni. Presenti all’appello i suoi fedelissimi: i componenti di maggioranza (Pdl, Lega e gruppo dei ‘Responsabili’) della Giunta per le Autorizzazioni della Camera. Si sarebbe trattato di un vero e proprio ‘brain storming’ per analizzare con degli esperti le possibili forme di gestione della crisi apertasi con i pm di Milano. Quanto al menù politico e tecnico giudiziario, invece, si è trattato della solita minestra. La Magistratura è contro il premier. Ne è convinto Silvio Berlusconi. In pratica il presidente del Consiglio va avanti con la sua tesi e continua a sostenere la personalissima teoria, in virtù della quale “non ci sono le condizioni per un rito immediato” e quello che vogliono fargli pagare è “il fatto di essere un benefattore e di fare il bene di tanta gente”. A quante pare, allo studio ci sono diverse ipotesi per fronteggiare l’azione della procura milanese: a partire da un decreto legge per frenare “l’abuso delle intercettazioni”. Il governo potrebbe emanare, dunque, un decreto legge sulle intercettazioni, per tentare di fermare le stesse da parte della Magistratura, ritenute dal presidente del Consiglio “un peso che grava sulla vita dei cittadini”. Proprio il premier infatti ha spiegato di voler sottoporre il testo di un decreto legge sulle intercettazioni al Capo dello Stato. Nella riunione, inoltre, c’è stato chi, come Alfredo Mantovano, ha invitato a partire dal provvedimento firmato dall’allora Guardasigilli Mastella, mentre in molti hanno rimarcato la necessità di un intervento più forte. Si tratterebbe ancora una volta dell’ennesima legge ad personam, qualora non lo si fosse capito, per bloccare il lavoro dei Magistrati che stanno indagando su Berlusconi. Ma ci si chiede anche, questo decreto legge, qualora realizzato, farà la fine dell’ultimo decreto legge sul federalismo fiscale? Fermato cioè dal presidente della Repubblica? All’attenzione del Quirinale il Cavaliere avrebbe intenzione di porre anche più in generale l’azione dei giudici milanesi, sottolineando il rischio di un conflitto istituzionale generato, a suo dire, dall’iniziativa dei Magistrati titolari del caso Ruby. Insomma il Cavaliere vuole salire al Colle per spiegare le sue ragioni, ma allo stato attuale è proprio il Colle a gelarlo, smentendo qualsiasi ipotesi di incontro.

FRATTINI: “VIOLATA PRIVACY DEL PREMIER”
Il Pdl è pronto ad andare fino alla Corte europea per i diritti dell’Uomo di Strasburgo sul caso Ruby: lo ha riferito il ministro degli Esteri, Franco Frattini, a margine di una conferenza a Villa Madama sui bambini contesi. Il titolare della Farnesina ha sottolineato che la causa allo Stato ventilata da Silvio Berlusconi non rappresenterebbe “un provvedimento straordinario”. “Quando un cittadino si sente danneggiato si rivolge al giudice competente per ottenere tutela. C’è una violazione della privacy che può essere portata non solo davanti a un tribunale italiano, ma anche alla Corte europea di Strasburgo”. Il caso della presunta violazione della privacy del premier Silvio Berlusconi nel caso Ruby, quindi, quanto prima potrebbe essere portato davanti alla Corte Europea di Strasburgo per i diritti dell’uomo.

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di Antonio Formisano
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