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In Parlamento vince la linea della maggioranza

Ruby-Gate: la Camera rimanda gli atti alla procura di Milano

Berlusconi assente, Barbareschi si astiene per errore

Ruby-Gate: la Camera rimanda gli atti alla procura di Milano
03/02/2011, 21:02

ROMA - Sul delicato e rovente "Ruby-Gate" la maggioranza riesce ancora una volta ad avere la meglio su un'opposizione assenteista e "distratta" (come nel caso di Luca Barbareschi, astenuto per "errore"). Con 315 voti favorevoli e 298 contrari, il Pdl, la Lega, i Responsabili di Moffa e i vari ex Mpa, ex Udc ed ex Idv, riescono infatti ad ottenere il rinvio degli atti alla procura di Milano.
La richiesta avanzata dalla maggioranza è nata per una questione di competenza ricnosciuta al Tribunale dei Ministri, dato che, come noto, Berlusconi ha telefonato alla Questura di Milano per richiedere notizie sull'oramai famosa
 Karima «Ruby» el Mahroug.
Un'altra giornata di lavoro parlamentare, dunque, è stata necessaria per riparare le noie giudiziarie del premier che, anche con tutta l'opposizione al completo, avrebbe comunque avuto la meglio per almeno 5 voti. Lo stesso Berusconi è stato il grande assente di questo giovedì di voto alla Camera. Con lui, per "gravi e documentate ragioni di salute", c'erano anche i tre Pd Cinzia Capano, Marco Fedi e
Anna Rossomando, l'Udc Luca Volontè, l'Api Gianni Vernetti, il Lib-Dem Italo Tanoni e Karl Zeller dell' Svp. Anche l'esponente dell'Mpa Ferdinando Latteri, con i parlamentari del Gruppo misto Antonio Gaglione e Paolo Guzzanti non si è presentato in Aula. In ultimo, risultavano in missione sia Daniela Melchiorre (Lib-Dem) che l'altro componente dell'Svp Siegfred Brugger.
Grazie anche al voto favorevole di Aurelio Misiti, con la prova di forza odierna, la maggioranza aumenta di uno il numero dei parlamentari rispetto alle votazioni del 14 dicembre (315 a dispetto di 314). L'ex Mpa si è detto anche disponibile a ridare fiducia a Berlusconi "ma per cose serie, non per le belle ragazze (come invece ha fatto oggi ndr)" ed ha assicurato di essere uscito dal movimento di Raffaele Lombardo "per motivi diversi".

BERSANI:"ARGOMENTI AVVILENTI"
Amareggiato e sconfortato, Pier Luigi Bersani ha commentato così il voto odierno:"Abbiamo visto uno spettacolo avvilente con argomenti umilianti per il Parlamento: con quello che succede in Egitto si vota su questa roba". Non più tenero Dario Franceschini che ha richiesto per l'ennesima volta le dimissioni del Cavaliere; colpevole di aver "esposto il Paese al ridicolo davanti al mondo e a rischi dovuti al fatto che è ricattabile".

GRANATA DURO SU BARBARESCHI
Il finiano Fabio Granata, non ha usato parole dolci nei confronti del suo collega di partito, Luca Barbareschi:"Barbareschi che prima si astiene e poi si corregge è la cosa più divertente di questi giorni bui della democrazia. Ormai è lo spot di se stesso, fa parte della sua strategia di comunicazione".

DALLA MAGGIORANZA
Come intuibile, sono state ben diverse le voci provenienti dalla maggioranza. Il più orgoglioso della "vittoria" ottenuta oggi in parlamento è stato Ignazio La Russa:"Ogni volta che provano a dare una spallata sbattono al muro - ha commentato infatti il ministro della Difesa- : non ci sono riusciti sul federalismo, non ci sono riusciti in aula".
Più diplomatic ma egualmente soddisfatto Angelino Alfano:"La maggioranza sarebbe stata compatta, non nella difesa di Berlusconi in quanto persona, ma nella difesa del diritto di un parlamentare".

DALLA PROCURA DI MILANO
Dagli uffici della procura di Milano, come fatto intendere dagli inquirenti, il risultato di questo giovedì non ha assolutamente rappresentato una sorpresa. Al momento, si sta lavorando per correggere alcuni punti della richiesta di giudizio immediato preparata per Berlusconi; finito sotto indagine per concussione e prostituzione minorile. Inquirenti ed investigatori, comunque, prevedono entro lunedì di inviare al gip Cristina Di Censo il fascicolo rivisto.

LIBERATI SMENTISCE IL PDL
Nello strenuo tentativo di difendere il Presidente del Consiglio, donandogli in consueto ruolo di vittima della magistratura deviata, Maurizio Paniz (PDL), aveva diffuso alcune cifre riguardanti l'inchiesta sul cosiddetto "caso Ruby". Per Paniz, l'indagine, "è costata un milione di euro con 150 mila intercettazioni e 150 uomini impegnati nelle perqusizioni".
A tal proposito, il procuratore della Repubblica
Edmondo Bruti Liberati, ha ribadito alla stampa che gli intercettati sono stati meno di 40 e che, in tutto, sono stati spesi circa 26.000 euro. Differenze macroscopiche che testimoniano come in Parlamento ci siano diversi personaggi occupati a combattere una vera e propria guerra senza quartieri e senza regole contro chi osa causare preoccupazioni al primo ministro. Per i problemi sempre più gravi e pressanti della collettività, a quanto sembra, c'è sempre meno tempo.

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di Germano Milite
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