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Rughetti (pd): “cambiare la cultura di governo per sconfiggere la cattiva gestione”


Rughetti (pd): “cambiare la cultura di governo per sconfiggere la cattiva gestione”
13/02/2013, 15:46

Di seguito si riporta l’intervento di Angelo Rughetti, ex Segretario generale dell’Anci, candidato alle prossime elezioni politiche nel collegio della Campania Camera II.

“Un Paese come il nostro non può permettersi ancora inefficienza nella gestione della spesa pubblica che provoca danni reali all'economia. Sembra una banalità addirittura ovvia ma se si vanno a vedere dentro le maglie dei bilanci si trovano sprechi che purtroppo neanche la corte dei conti ha mai denunciato. Mi riferisco ad esempio ai margini non utilizzati dalle regioni derivanti alla differenza fra l'obiettivo contabile assegnato e quello raggiunto. Detto in parole povere ogni anno fino al 31 dicembre 2012 ogni regione aveva un tetto di spesa oltre il quale non poteva andare. Questo tetto era suddiviso in due parti, cassa e competenza. Di conseguenza ogni regione aveva la possibilità di programmare le spese divise in pagamenti ed impegni a seconda delle necessità. A conti fatti però mentre alcune regioni sono state molto efficienti ed hanno raggiunto risultati molto vicini all'obiettivo assegnato, altre regioni come il Lazio o la Campania brillano per inefficienza. Andando a sbirciare nei conti del 2011, infatti, queste regioni hanno lasciato inutilizzati quasi 200 milioni di pagamenti ed oltre 2 miliardi di impegni. Si tratta di soldi di cassa disponibili, di spazi finanziari che potevano essere utilizzati senza aggravare il patto di stabilità. Di conseguenza questi spazi non impiegati dalle regioni sono rimasti senza destinazione e quindi sono "morti" con la chiusura del l'esercizio finanziario. La cosa è ancora piu grave se si considera che nello stesso anno i comuni delle due regioni ad esempio sono stati strangolati da vincoli finanziari non perché non avessero fondi sufficienti ma soprattutto perché anche se avevano risorse non avevamo spazi a causa degli obiettivi stringenti del patto di stabilità. Sommando i risultati di tutte le regioni si arriva ad un totale imbarazzante: 1.267 milioni di cassa e 4.293 milioni di competenza pari a 5.777 di obiettivo non utilizzato. Questo in soldoni (é il caso di dirlo) vuol dire che i comuni, le province e gli altri enti della Pa sottoposti a patto di stabilità interno avrebbero potuto fare impegni di spesa e pagamenti per realizzare opere pubbliche, erogare servizi sociali, pagare i debiti alle imprese per quasi 6 miliardi. Attenzione non si tratta solo di questo. Prendiamo i fondi europei. Il "Poin (Programma Operativo Interregionale Ndr) attrattori culturali naturali e turismo" (Fers 2007-2013) ha avuto una dotazione iniziale di oltre 1 miliardo di euro ed é stato assegnato a 4 regioni dell'obiettivo 1 di cui la Campania come capofila. Bene, questo progetto è stato rispedito a Roma, sotto la regia della presidenza del consiglio, perché la regione Campania non era stata in grado di avviare il progetto ed al momento della riprogrammazione risultavano impegnati 6 milioni di euro in assistenza tecnica, 1 miliardo di dotazione e, dopo 4 anni, 6 milioni di spesa! Ad oggi lo stesso progetto ha raggiunto un livello di spesa complessiva del 20% e gli impegni hanno raggiunto a mala pena il 40%. Durante lo stesso periodo faccio notare che i monumenti di Pompei cadevano sotto il degrado e altri siti delle regioni coinvolte non avevano fondi per far fronte ai progetti di rilancio e manutenzione straordinaria. Può uno stato che ha una crescita negativa da anni permettersi questa situazione? E' corretto continuare a far finta di nulla? Perché i vari movimenti politici che puntano sull'antipolitica non dicono nulla di queste cose? Bisogna cambiare il modo di gestire questo Paese lasciando da parte la cultura della competenza formale per passare a quella degli obiettivi. Bisogna fare pressione affinché le istituzioni facciamo rete e squadra e lavorino insieme per raggiungere i risultati. Nei due esempi fatti è evidente una incapacità amministrativa e progettuale delle regioni coinvolte (non tutte sono uguali) ma é altrettanto evidente una assenza degli apparati centrali che nel caso del patto di stabilità si sono limiti a monitorare a posteriori mentre nel caso dei fondi strutturali sono intervenuti ma forse troppo tardi. Il nuovo governo deve cambiare rotta e deve creare dei meccanismi automatici che intervengono per correggere queste castronerie. Pensate ai posti di lavoro che sarebbero stati creati, a quante imprese che avrebbero aumentato il fatturato, a quanti prodotti sarebbero stati utilizzati . E pensate come sarebbe cambiata la qualità della vita di queste terre. Serve un'Italia più giusta”.

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di Redazione
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