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Per l'Api anche un seggio in consiglio per Maisto

Rutelli a Napoli, nuove adesioni per l'Api


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Rutelli a Napoli, nuove adesioni per l'Api
12/07/2010, 15:07

NAPOLI - Rutelli a Napoli, per annunciare nuove adesioni al partito e nello stesso tempo per festeggiare dopo le dimissioni da consigliere di Vincenzo De Luca del posto di consigliere regionale per Giuseppe Maisto dell'Api.  Elezioni anticipate? "Non credo che avverranno in tempi rapidi". Francesco Rutelli, leader dell'Api, si mostra scettico sulla possibilità di andare al voto prima della scadenza naturale del Governo e precisa: "Nel caso in cui si andasse alle urne, di certo non ci sarebbero gli schieramenti con cui ci si è presentati appena due anni fa". Rutelli, sottolinea che parlare di 'Grande Centro' è riduttivo. "Sono parole che non bastano", ha commentato. "Noi pensiamo a un nuovo polo politico - ha spiegato immaginiamo una riforma del sistema elettorale. Non 20 partiti, ma neppure 2 visto che Pd e Pdl sono andati in pezzi, ma 5 o 6 partiti con uno sbarramento al 5%". "Siamo pronti - ha concluso - a formare con tutte le forze di buona volontà quell'aggregazione che sia la base per le riforme e per la rinascita del Paese. "Se Berlusconi sta cercando di ricucire rapporti che sembravano rotti è perché si sente costretto in una alleanza con la Lega che non va da nessuna parte - ha detto - allo stesso tempo, il Pdl, che era di una persona sola, oggi ha 25 correnti interne". "La Lega vuole ritirarsi sui suoi territori - ha aggiunto - dove ha avuto grandi risultati elettorali e immagina di ereditare anche il consenso di Berlusconi". E' il momento, secondo Rutelli, che "coloro che hanno strizzato l'occhio alla Lega Nord prendano atto che l'unico disegno del partito di Bossi è dividere il Paese. Quando se ne accorgeranno - ha concluso - sarà sempre troppo tardi" "Federalismo non è una parolaccia", può rappresentare una strada da percorrere, "ma oggi dietro l'angolo del federalismo c'é la secessione". Così Francesco Rutelli, leader di Alleanza per l'Italia, definisce il caso emerso dalle indagini della Procura di Roma sul presunto complotto ordito contro Stefano Caldoro, presidente della Campania, per screditarne la candidatura alle scorse Regionali.

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di Nando Cirella
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