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11 voti contro 10: la Lega volta le spalle al Pdl

Sì della Giunta all'arresto di Nicola Cosentino

Lumbàrd decisivi, verso il voto segreto giovedì in Aula

Sì della Giunta all'arresto di Nicola Cosentino
10/01/2012, 20:01

Era nell’aria e, puntuale, è arrivato l'okay alla richiesta d’arresto. La prima "fumata bianca" in attesa di giovedì. Bisognerà aspettare infatti il sì dell'Aula per far scattare l'arresto per il leader del partito di Berlusconi in Campania ed ex sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino. Il "Sì" della giunta per le autorizzazioni della Camera alla richiesta di arresto per Cosentino (attuale coordinatore campano del Pdl), avanzata dalla Dda di Napoli arriva dopo la spaccatura tra Pdl e Lega.  Un voto che per ora rischia di spedire in carcere il politico casertano implicato in due inchieste per camorra e tirato in ballo dalle gole profonde del clan dei Casalesi. Nel voto si sono registrati 11 voti favorevoli all'arresto e 10 contrari. La parola definitiva spetta all'Aula, che si esprimerà giovedì prossimo a mezzogiorno. Cosentino, coordinatore campano del Popolo della libertà nonché ex sottosegretario all'Economia, è accusato di riciclaggio, falso, corruzione, violazione di norme bancarie, aggravati dal favoreggiamento nei confronti della camorra. Alcune foto circolate nelle scorse ore sul web lo ritraggono assieme al presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro mentre si trova davanti alla sede romana di una banca per chiedere il presunto prestito che sarebbe poi servito ad imprenditori in odore di criminalità organizzata di portare a termine il mega-progetto per la realizzazione del centro commerciale Il Principe.  Non c'è alcun intento persecutorio e la Lega non è più alleata con il Pdl. Rospi, quindi, non deve ingoiarne più”. Così l'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni aveva spiegato oggi il sì della Lega all'arresto per l'ex sottosegretario.

IL VOTO DELLA LEGA AFFONDA IL COORDINATORE - Il parere favorevole all’arresto di Casentino, come detto, è arrivato grazie al voto della Lega Nord, che si è schierata col centrosinistra. I due deputati lumbard Luca Paolini e Livio Follegot hanno detto "sì" alle manette per il coordinatore del Pdl in Campania, così come annunciato ieri dall'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni. "Non c’è stata nessuna 'linea Maroni' e in Aula, dove il voto sarà presumibilmente segreto, ciascuno voterà secondo scienza e coscienza”. Il radicale Maurizio Turco ha votato insieme al Pdl contro l’arresto di Nicola Cosentino e dunque a favore della relazione di Paniz, il relatore che proponeva il no all’arresto del coordinatore campano. "Quando si tratta di decidere della libertà individuale - ha commentato Paniz - un parlamentare dovrebbe rispondere alla propria coscienza e non al partito". Sulla stessa linea anche Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera: "La Giunta ha commesso un gravissimo errore che ci auguriamo venga corretto dal voto di Aula. Se qualcuno pensa che operazioni di questo tipo non peggiorino il quadro e i rapporti politici, sbaglia in modo profondo".
Sconfitta la linea di Paniz, è stato nominato un nuovo relatore di maggioranza: Marilena Samperi, capogruppo del Partito democratico in Giunta per le Autorizzazioni alla Camera, mentre  Jole Santelli è stata nominata relatore di "minoranza".

VERSO IL VOTO SEGRETO IN AULA – Ora quindi la parola passa all'aula, chiamata a votare già giovedì. E non è escluso il colpo di scena che potrebbe cancellare il verdetto di oggi. Il voto segreto appare quasi scontato e, da regolamento, devono chiederlo almeno trenta deputati. Anche se la nuova relatrice di maggioranza, la Pd Marilena Samperi, auspica che il voto sia palese e che venga rispettata la decisione presa. Questa volta non sarebbero in preparazione “blitz” per rendere pubblica la votazione, come fece il Pd per Alfonso Papa facendo costringendo la Lega a seguirlo. Dunque nulla può esser dato, a oggi, per scontato sulla decisione dell'Aula con i leghisti 'malpancisti', a partire dal membro della giunta Luca Paolini, che nel segreto dell'urna potrebbero rovesciare il verdetto della giunta.

PAPA: COSENTINO A PROCESSO DA UOMO LIBERO - "Il dibattito sulla richiesta d'arresto per Nicola Cosentino evoca il ricordo lugubre di scene di omaggio ipocrita al giustizialismo ed alla demagogia più volgare; scene nelle quali il calcolo dettato dalla strumentalità politica si gioca senza umanità e quindi senza giustizia sulla pelle di capri espiatori immolati sull'altare della convenienza". Lo dichiara il deputato PDL Alfonso Papa contro cui giunta e Aula votarono l'autorizzazione all'arresto. "Si lasci Nicola Cosentino, dopo anni di stillicidio - chiede Papa - affrontare da uomo libero il processo. Rifletta piuttosto la Camera sull'orrore tutto italiano della carcerazione preventiva, che distrugge ogni anno la vita di migliaia di presunti innocenti".

Cicchitto: errore da correggere in Aula - "La Giunta ha commesso un gravissimo errore che ci auguriamo venga corretto dal voto di Aula. Se qualcuno pensa che operazioni di questo tipo non peggiorino il quadro e i rapporti politici, sbaglia in modo profondo”. Lo dichiara Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera.

Garavini (Pd): il via libera è atto di responsabilità - “Il primo via libera all'arresto di Nicola Cosentino è un atto di responsabilità che mi auguro troverà una conferma nel voto dell'aula - dice Laura Garavini, capogruppo Pd nella commissione parlamentare Antimafia - Le inchieste che hanno riguardato il coordinatore campano del Pdl devono trovare un esito nel lavoro autonomo della magistratura”.
 
Severino: spero che voto non intacchi il clima di collaborazione -  Il Guardasigilli Paola Severino non vuole entrare nel merito della vicenda ma a margine dell’audizione in commissione giustizia al Senato, alla domanda dei giornalisti se questo voto possa intaccare il clima di collaborazione tra i partiti nel dibattito sulla giustizia risponde: “Non lo so, ma spero di no. Non è una vicenda di cui io so molto, non ho mai parlato di argomenti tecnici senza conoscere le carte”.

Di Pietro: fino oggi Parlamento ha coperto indagati –In un paese normale dovrebbe essere normale avere parlamentari non rincorsi da provvedimenti cautelari se ci sono indizi di colpevolezza tali da disporne l’arresto. Fino ad oggi il Parlamento ha approfittato del proprio ruolo per coprire queste persone, mi stupirei se ora, in Aula, una volta che il Parlamento può fare il proprio dovere non lo faccia”. Così il leader Idv Antonio Di Pietro.

De Magistris: positivo rispetto verso la magistratura – “Trovo positivo che il Parlamento abbia ritenuto che la magistratura in piena libertà e autonomia possa effettuare ogni accertamento”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

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di Davide Gambardella
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