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Respinta la sfiducia alla Camera: 314 no, 292 si

Sandro Bondi ancora ministro

Per le opposizioni la conta è falsata dagli assenti

Sandro Bondi ancora ministro
26/01/2011, 19:01

ROMA - Le mozioni di sfiducia che pendevano sulla testa del ministro per i Beni Culturali sono state respinte. La Camera dei Deputati si è espressa con 292 voti favorevoli e 314 no. 5 i parlamentari del Pd assenti, per “documentate ragioni di salute”. A questi vanno aggiunti i deputati dell’Udc mancanti per concomitante impegno di voto a Strasburgo, sulle mozioni contro la persecuzione di cristiani. I 2 deputati dell'Svp si sono astenuti dopo i contatti delle ultime ore con lo stesso ministro della Cultura. Un forte applauso dei deputati di Pdl e Lega ha sottolineato la fine della replica del ministro dei Beni Culturali che, proprio in riferimento alla mozione nei suoi confronti presentata, ha parlato di “una forma di imbarbarimento della politica italiana”. Un altro lungo applauso è partito invece dai banchi della maggioranza anche quando a votare è stato il presidente del Consiglio. Dopo le dichiarazioni di voto, non prive di accese polemiche tra una parte e l’altra dell'aula, si è passati alla votazione. Quelli che erano i pronostici alla vigilia del voto alla fine si sono concretizzati. Nessun colpo di scena all’ultimo minuto, dunque, come auspicavano i promotori e sostenitori delle mozioni. Il clima poco favorevole all’opposizione era emerso dalle parole del leader dell’Udc. A poche ore dal voto a Montecitorio, infatti, Pierferdinando Casini aveva fotografato quello che sarebbe stato di lì a poco l’esito della votazione, dicendosi consapevole del fatto che la maggioranza in aula avrebbe incassato dei voti in più. “Ma noi voteremo comunque la mozione – aveva dichiarato il leader dell’Udc – non per mettere in difficoltà il governo, ma perché il nostro giudizio sull’operato del ministro è negativo. Questa è la democrazia”. Sulla stessa linea il leader di Api, che ha voluto mettere in chiaro che lo scopo della mozione presentata con Fli e Udc non voleva essere quello della spallata: “Noi abbiamo iniziato e proseguiremo una battaglia campale per la cultura italiana – ha dichiarato Francesco Rutelli - rispetto alla quale Bondi è completamente assente”. Che lo scontro fosse aspro lo aveva già dimostrato inoltre la battaglia condotta dal Pdl, al fine di ottenere la votazione oggi, respingendo la richiesta avanzata dall’Udc di posticiparla alla settimana prossima. La maggioranza, certa di avere la vittoria in tasca e puntando sull’assenza di diversi parlamentari Udc (impegnati a Strasburgo al Consiglio d'Europa), ha voluto infatti cogliere l’occasione per andare alla conta subito ed incassare così un successo già garantito. Non solo gli assenti dell’Udc: decisivo, come si sapeva, è stato anche il ruolo giocato da ‘Iniziativa Responsabile’. Proprio il nuovo gruppo costituitosi alla Camera aveva dal principio dichiarato il suo voto contrario alla sfiducia del ministro Bondi, appoggiando così la maggioranza di governo. Quella promossa da Fini, Rutelli e Casini è stata solo un’iniziativa strumentale “e il voto di oggi, invece, si è rivelato un boomerang per l'opposizione” secondo Luciano Sardelli, capogruppo di ‘Iniziativa Responsabile’, dal momento che “l’esecutivo ha i numeri per andare avanti”. Ma guai a chiamarlo “gruppo-stampella del governo”. Ir, assicurano i suoi componenti, è “un’area della responsabilità”, intesa come consapevolezza di una fase delicata della vita politica italiana e delle vicende economiche. E sull’allargamento di ‘Iniziativa Responsabile’ l’annuncio choc arriva da Massimo Calearo, che parla di nuovi arrivi provenienti addirittura dal Partito democratico. Calearo, eletto nel 2008 nelle fila del Pd e voluto personalmente da Veltroni, annuncia, dunque, l'allargamento del gruppo “nell'arco di qualche giorno". Su nomi e cognomi ovviamente non si sbilancia: “Non lo so, nel senso che non lo posso dire”.

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di Antonio Formisano
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