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Sanità, budget 2012: privati accreditati in agitazione


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Sanità, budget 2012: privati accreditati in agitazione
25/07/2012, 16:34

Sanità privata accreditata sul piede di guerra. Tutto ruota attorno ai budget di spesa, esercizio 2012, relativamente alla specialistica ambulatoriale. Budget che, secondo l’Aisa, ovvero l’Associazione Italiana della Specialistica Ambulatoriale, non sono sufficienti a garantire l’erogazione delle prestazioni fino alla fine dell’anno in corso. E pensare, anzitutto, che il relativo decreto, a firma della Struttura Commissariale della Sanità della Campania, è stato firmato non più tardi di un mese fa, e dunque con oltre sei mesi di ritardo rispetto alla tabella di marcia. Oltre al danno, anche la beffa, considerando che gli imprenditori della sanità privata, aderenti alle associazioni di categoria, che, in segno di protesta, non hanno firmato i protocolli per il budget 2012 si sono visti recapitare dalla Struttura Commissariale lettere di “sospensione temporanea dell’accreditamento al Servizio Sanitario Nazionale”. Un atto dovuto, quest’ultimo, anche se Antonio Salvatore, presidente dell’Aisa e docente universitario di Economia Sanitaria, ancora una volta torna a puntare l’indice contro la Struttura Commissariale della Sanità: “Quello emanato dal commissario è un decreto assunto sulla base di valutazioni di carattere squisitamente politico, senza fare ricorso ad una valutazione puntuale del fabbisogno delle prestazioni". E alla precisa domanda su quali saranno le ripercussioni per il privato accreditato, Salvatore replica: "Lo stato di agitazione è dovuto al fatto che, mancando le risorse finanziarie, la maggior parte dei privati accreditati farà necessariamente ricorso alla cassa integrazione in deroga, quindi alla mobilità per il personale. E quindi si perderanno posti di lavoro, il tutto a discapito sempre dei cittadini che dovranno mettere mano al portafoglio". Infine un'amara riflessione: "La cosa ancora più grave è che aumenteranno i cosiddetti viaggi della speranza, quindi aumenterà la migrazione passiva, che paradossalmente porteranno ulteriori ricadute negative sulle casse regionali. Ma ragionamenti così semplici, fino ad oggi, difficilmente sono stati compresi appieno dalla struttura commissariale che continua ad essere miope al riguardo".

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di Redazione
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