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Il governatore della Campania ha presentato il report

Sanità disastrata: Caldoro ascoltato in commissione


Sanità disastrata: Caldoro ascoltato in commissione
07/07/2010, 13:07

Si è svolta ieri in Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario e i disavanzi sanitari regionali, presieduta dall'on. Leoluca Orlando, l'audizione del Presidente della Regione Campania, l'on. Stefano Caldoro.

Per quanto riguarda l'aspetto degli errori sanitari, il Presidente della Commissione Orlando ha consegnato un elenco dei casi arrivati all'attenzione della Commissione nell'ultimo anno e sui quali è stata avviata un'indagine, chiedendo al Presidente della Regione e Commissario per la Sanità, Stefano Caldoro, che si provveda quanto prima, laddove non sia già stato fatto, a far pervenire una relazione con specifiche risposte in merito ai presunti episodi di malasanità. In particolare, su sollecitazione del Presidente Orlando, Cadoro ha assicurato di aver avviato a soluzione quanto lamentato da cittadini, e sollecitato dalla Commissione stessa, circa il ripristino del sistema dei servizi riabilitativi di Caserta.

Gran parte dell'audizione, circa due ore, è poi stata dedicata al problema del disavanzo sanitario, direttamente collegato alla qualità del servizio sanitario offerto.

“In riferimento alla situazione della regione Campania - ha detto nella relazione d'apertura Orlando - emerge il ritardo con cui si è presa consapevolezza del disavanzo, così come peraltro rilevato nel corso dell'audizione del precedente rappresentante del Governo regionale, l'allora Assessore alla Sanità, il Prof. Mario Santagelo. Da allora si sono evidenziate una serie di anomalie - ha proseguito Orlando - una di fondo è la difficoltà di disporre di dati attendibili: quelli che appaiono sono somme fluttuanti, con un debito che emerge in ritardo, talora, di addirittura 5 anni”.

Il Presidente quindi ha ripreso i dati emersi dalle riunione di verifica del piano di rientro della Regione Campania da parte del tavolo tecnico presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, evidenziando una serie di criticità che hanno di fatto portato, negli ultimi giorni, all'applicazione di meccanismi sanzionatori quali il blocco del turnover e automatismi fiscali, ovvero l'applicazione delle aliquote massime per Irap e Irpef. In Campania le sanzioni, scattate in automatico come per altre regioni soggette al piano di rientro, hanno portato l'Irpef a toccare quota 1,70% e l'Irap al 4,97%. “In tali condizioni - ha rilevato il Presidente Orlando - appare necessario alla Commissione acquisire conoscenza della nuova volontà del neoeletto Governatore regionale e Commissario alla Sanità, per consentire il risanamento dei disavanzi e la garanzia del diritto alla salute dei cittadini, nel rispetto delle tante grandi professionalità presenti sul territorio, ma mortificate da disfunzioni funzionali e organizzative”.

Nel corso del suo intervento, il Presidente Caldoro ha in particolare sottolineato la complessità del problema costituito dalla Asl 1: azienda sanitaria locale che, per dimensioni (circa 11.000 dipendenti), popolazione servita e impegno finanziario, è in assoluto la più grande d'Europa e, da sola, impegna un terzo della spesa sanitaria della Regione Campania. In aggiunta alle criticità proprie di aziende sanitarie universitarie (ex Policlinici), in larga misura proprie di aziende simili nel resto d'Italia, e a quella rappresentata dall'ospedale Cardarelli, altre criticità, è emerso, sono rappresentate dalla Asl 3 e Asl Salerno. Queste ultime, insieme alla Asl 1, rappresentano da sole il 70-75% dell'intero deficit sanitario regionale.

Il Presidente Caldoro ha sottolineato l'esigenza, in sede di conferenza Stato-Regioni, di pervenire ad una revisione dei criteri delle assegnazione delle quote di Fondo Sanitario Nazionale alla regione e ciò anche in considerazione della peculiarità della Campania in quanto “regione più giovane d'Italia”, aspetto, questo, impropriamente penalizzante, in quanto non tiene conto della obsolescenza del criterio in base al quale sarebbero da sostenere maggiormente le regioni caratterizzate da alta presenza di popolazione anziana. Caldoro ha chiesto, inoltre, che possano venir utilizzati in futuro, come non è stato fatto invece fino adesso, gli indici di deprivazione della popolazione che caratterizzano la Regione Campania, al fine di ottenere maggior esborso in conto del Fondo Sanitario Nazionale. Ha altresì affermato che intende sottoporre a controllo rigoroso il comportamento delle aziende sanitarie campane che, come rilevato in apertura dal Presidente Orlando, appaiono vivere una dimensione “diversa e distratta” rispetto agli obiettivi contenuti nel piano di rientro concordato.

Nell'incontro si è parlato poi di una grande quota di risorse economiche congelate dal Governo attraverso mancata erogazione “Il rispetto dei contenuti del piano di rientro dovrebbe consentire alla Regione Campania - ha detto Caldoro - il recupero, da parte Governo regionale, di 2 miliardi e 775 milioni di euro finora accantonati e in parte coperti con anticipazioni di cassa operata negli anni passati dalla regione a proprio totale carico, distraendole da altre finalità proprie dell'Ente Regione".

Accogliendo la sollecitazione del Presidente Orlando e dei numerosi parlamentari intervenuti, Caldoro ha confermato l'impegno, richiesto con forza dal tavolo ministeriale, di procedere a una razionalizzazione della rete ospedaliera, al fine di coniugare i contenuti e gli obiettivi del piano di rientro finanziario con contenuti e obiettivi del fondamentale compito della regione di garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini, così come previsto dalla Costituzione italiana.

La Commissione resta in attesa di conoscere gli esiti della riunione fissata per il 21 luglio e nel corso della quale dovrà esser presa in esame l'eventuale bocciatura “formale” del piano di rientro in atto, “sostanzialmente” già bocciato, come riferito dal Presidente Caldoro, con l'applicazione delle sanzioni previste in caso di bocciatura. “Costituisce un problema assai grave - ha rilevato Caldoro - le somme abnormi bloccate per crediti garantiti da pignoramento che, in molti casi, hanno messo e mettono in serissime difficoltà le aziende sanitarie”. A questo si aggiungono mali che hanno caratterizzato la sanità campana degli ultimi anni, come la fuga di pazienti. La regione è caratterizzata da un saldo passivo sulla mobilità, tra i più alti d'Italia. Altro capitolo importante del piano di rientro è la riorganizzazione della rete ospedaliera, particolarmente necessaria in considerazione della caratteristica propria di una sanità, come quella campana, fortemente incentrata sugli ospedali, come emerso dalla audizione del 20 ottobre 2009 dalla relazione dell'Assessore Santangelo, che parlava di 140 strutture ospedaliere, di cui 68 pubbliche e 72 private, con molte duplicazioni ed evidenti casi di mancato adeguato svolgimento delle funzioni dovute.

Nel corso dell'audizione sono intervenuti il Vicepresidente e il Segretario della Commissione, gli onn. Giovanni Burtone (Pd) e Nunzio Testa (Udc), nonché gli onn. Lucio Barani (Pdl) e Benedetto Fucci (Pdl). Quest'ultimo ha richiamato quanto già emerso e lamentato, nel corso della precedente audizione, dall'Assessore Santangelo con riferimento alla necessità di riportare nel pubblico una parte dell'attività svolta dal privato, in particolare per quanto concerne la riabilitazione, dove la proporzione è di dieci a uno a favore del privato, e di ridimensionare il numero delle strutture convenzionate esterne (vedesi i 1250 laboratori e le circa 300 radiologie presenti sul territorio). Con riferimento alla specifica inchiesta nazionale sui punti nascita portata avanti dalla Commissione parlamentare d'inchiesta, l'on Fucci ha rilevato come permanga una situazione critica, che vede circa il 40% dei punti nascita in Campania non andare oltre l'8% dei parti, dato questo che supera di gran lunga la media nazionale e costituisce un rischio per la qualità del servizio offerto a gestanti, madri e neonati.

L'on Burtone ha evidenziato la gravità della situazione della sanità in Campania che ha costituito un problema di difficile soluzione nella precedente gestione, ricordando al nuovo Governo regionale i gravosi impegni di cui dovrà farsi carico, anche a rischio di prendere prendere decisioni impopolari.

“La situazione della Regione Campania - ha commentato al termine dell'audizione il Presidente Orlando - è di evidente gravità e non può risolversi soltanto con il paralizzante meccanismo degli automatismi fiscali che peraltro, oltre a coprire solo in minima parte il disavanzo sanitario regionale, penalizzano in maniera fortissima una regione considerata sottosviluppata e bisognevole di fiscalità di favore, secondo i parametri europei. In Campania come in altre regioni, l'assenza di controllo delle aziende - ha concluso - costituisce un elemento di patologia che, unita alla mancanza di cultura del dato e manageriale, mortifica il diritto alla salute dei cittadini e costituisce oggettivo terreno di cultura per ogni forma di sprechi, danni erariali, fenomeni di corruzione e infiltrazioni di criminalità organizzata di tipo mafioso”.




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di Redazione
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