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Sanità Lazio: disaccordo sui decreti della Polverini


Sanità Lazio: disaccordo sui decreti della Polverini
27/07/2010, 20:07

Al consiglio regionale, durante una seduta straordinaria dedicata alla sanità, si è subito aperto uno scontro tra Renata Polverini e l’opposizione. Al centro del dibattito c'è il blocco totale del turn over. Renata Polverini, che ha firmato, due settimane fa, il decreto che vieta qualsiasi assunzione, ha precisato: «Sul blocco ho già posto la questione ai tavoli tecnici e in sede politica, perché in alcuni contesti credo che non ci possiamo permettere il blocco del turn over al 100% e stiamo lavorando affinché ci venga consentita una deroga».

I tagli non devono gravare sui più deboli. Secondo la Polverini: “Stiamo cercando in tutti i modi di evitare che i tagli per il risanamento vengano pagati dalle persone più deboli, dalle famiglie che vivono situazioni di grave disagio”. La Polverini rinnova, quindi, la necessità di incrementare l’assistenza sul territorio, soprattutto in vista di quelle che sono le nuove esigenze legate all’invecchiamento della popolazione.

Una rivoluzione nelle Asl. «Assicurare la rivoluzione dell’attuale rete ospedaliera con una visione sistemica che si realizzi attraverso il sistema di rete. Procedere con la trasformazione dei piccoli ospedali regionali in presidi territoriali di prossimità e la riconversione dei posti letto in eccesso in Rsa». Per quanto riguarda la riorganizzazione delle Asl: «Bisogna procedere a una forte razionalizzazione del numero di Asl, che verrà ridotto da 12 ad 8, per giungere a 6 entro la fine della legislatura. Mentre i presidi ospedalieri saranno inglobati nelle aziende ospedaliere più moderne. Anche per i policlinici universitari si realizzeranno interventi di recupero di efficienza, nel pieno rispetto della qualità delle risposte assistenziali».

Il consigliere regionale dell’Udc Pietro Sbardella dichiara: «Ero certo che le proposte, il lavoro progettuale e di programma portato avanti dall’Udc e sottoscritto dal Presidente Renata Polverini avrebbero avviato un giusto e funzionale ammodernamento del sistema sanitario del Lazio. Finalmente, dopo anni di battaglia, prende il via il processo di riordino che ridefinisce l’assetto funzionale delle Asl».

Montino (Capogruppo Pd al Consiglio Regionale del Lazio): piano Polverini è confuso. «Il filo conduttore è molto confuso, perché anteporre la riorganizzazione delle Asl, della parte amministrativa, delle aziende ospedaliere significa aprire un contenzioso enorme. La vera emergenza non sta lì». Seconda questione che manca è l’edilizia sanitaria, ha continuato Montino: “un presupposto per riorganizzare i presidi e il sistema ospedaliero. Non si dice nulla inoltre sul precariato e sul blocco del turn over: la vera emergenza dell’autunno e della fine dell’anno sarà il personale ospedaliero".

Rodano (consigliera dell’Idv): no al blocco del turn over. «La Polverini ha perso l’occasione per contrattare con il governo un diverso trattamento per la Regione Lazio. No al blocco indiscriminato del turn over che impedirà di sostituire i lavoratori che vanno in pensione anche nei servizi essenziali. No ai tagli indiscriminati alle strutture accreditate, senza nessuna valutazione di qualità».

Nieri (capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà, ex assessore al bilancio della giunta Marrazzo): tagli senza programmazione. «Nel piano predisposto dal Commissario Polverini non esiste programmazione sanitaria. Sono stati commessi errori nella stesura dei decreti e predisposte misure inefficaci per la riduzione del disavanzo sanitario, con conseguenze pesantissime per i cittadini del Lazio».

Sono tanti i decreti che in questi giorni ha firmato Renata Polverini, non come presidente della Regione ma come commissario del governo per il piano di rientro dal deficit sanitario.

Tagli sull’oncologia. Il decreto numero 50 prevede un abbattimento del 90% del costo dei ricoveri in day hospital (in particolare nel caso di chemioterapia non associata a diagnosi secondaria di leucemia acuta). Nello stesso decreto si parla di farmaci biologici per la lotta ai tumori che potrebbero essere utilizzati anche fuori dai reparti oncologici. «Questo decreto sembra un’operazione tecnica - spiega un medico del Nuovo Regina Elena - facendo passare i biologici per farmaci non tossici da somministrare anche in ambulatorio. E’ vero che i farmaci biologici sono meno tossici di quelli chemioterapici ma sono comunque da somministrare in ambienti idonei e protetti come un reparto dedicato ai malati oncologici». Il decreto numero 59, invece, riorganizza l’oncologia nel Lazio attraverso delle macro aree che sono così grandi da distare anche centinaia di chilometri come quella che vedrebbe unire il policlinico Umberto primo con Tivoli e Frosinone.

Compartecipazione alla riabilitazione dei minori. Un altro decreto, molto contestato, prevede, dal primo luglio, l’introduzione della quota di compartecipazione a carico del paziente minore quando l’erogazione della riabilitazione è di mantenimento, cioè per il malato cronico.

Case di cura neuropsichiatriche. Un altro taglio previsto dai decreti di Renata Polverini è inerente il pagamento delle prestazioni delle case di cura neuropsichiatriche. In questo caso c’è un taglio generalizzato che dovrebbe portare a un risparmio complessivo di 45,709 milioni di euro.

Blocco totale del turn over. Uno dei decreti più contestati è proprio quello del blocco totale del turn over. Fino ad ora era possibile l’assunzione di nuovi medici e infermieri pari al 10 per cento del personale che era andato in pensione. Ora anche questa possibilità è stata annullata totalmente e addirittura è vietata l’assunzione di quel personale per il quale era stata autorizzata e avviata da tempo la pratica burocratica. Il blocco totale del turn over dovrebbe portare a un risparmio di 35,7 milioni di euro.

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di Caterina Cannone
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