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SANITÀ, RIVELLINI (AN): A FAMIGLIE E IMPRESE SI CHIEDONO SACRIFI MENTRE SCANDALI NON FINISCO MAI


SANITÀ, RIVELLINI (AN): A FAMIGLIE E IMPRESE SI CHIEDONO SACRIFI MENTRE SCANDALI NON FINISCO MAI
24/11/2008, 15:11

 

Il Presidente del Gruppo di AN in Consiglio Regionale Enzo Rivellini, componente della commissione Sanità, intervenendo stamani alla protesta dei centri della sanità convenzionata che si è svolta presso l’hotel Tiberio Palace, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «E’ scandaloso quanto continua ad accadere nella sanità campana dove ai privati convenzionati non viene consentito di lavorare e nel frattempo si scopre, così come ho segnalato nei giorni scorsi, che l’Asl Na 1, la più indebitata che ha prodotto il 50% del deficit totale della sanità, ha pagato negli ultimi tre mesi due volte i fornitori per un ammontare complessivo di 15 milioni di euro.
Trovo incredibile che a guidare un settore allo sbaraglio ci sia ancora l’assessore Montemarano: e come se avessero chiesto a Tanzi di continuare a guidare Parmalat dopo la scoperta del buco finanziario. Non si possono continuare a chiedere sacrifici enormi a cittadini ed imprese della sanità convenzionata se i responsabili dello sfascio restano al loro posto.
Quella delle forniture pagate due volte non è l’unica cosa scandalosa che denuncio oggi e denuncerò a cominciare da domani in aula quando il Consiglio Regionale inizierà a discutere delle modifiche al piano ospedaliero. C’è anche il caso della specialistica ambulatoriale che va approfondito. Il Sumai nel 2007 è costato la bellezza di 168 milioni di euro. Da un calcolo approssimativo viene fuori che a fronte di 168 milioni di euro rapportati a 60 euro (valore di ogni ora lavorata), i sumaisti avrebbero dovuto effettuare 2,8 milioni di ore lavoro che, rapportate al carico di lavoro massimo di 4 prestazioni all’ora, avrebbero dovuto portare ad una produzione di 11.200.000 prestazioni totali annue. I residenti della Regione Campania, che sono 6 milioni, in pratica avrebbero potuto effettuare 2 visite per ogni cittadino. La verità è che la specialistica ambulatoriale viene utilizzata come arma di clientelismo e tutto ciò accade mentre si continuano a mettere le mani nelle tasche di famiglie ed operatori del comparto accreditato». 

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di Redazione
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