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Parte la protesta dei medici

Sanità, spending review prevede tagli per 7.389 posti letto


Sanità, spending review prevede tagli per 7.389 posti letto
08/11/2012, 20:22

ROMA – Ancora tagli alle strutture sanitarie. Infatti, secondo una nota del ministero della Salute, lo spending review prevede infatti la diminuzione di almeno 7.389 i posti letto nelle strutture ospedaliere italiane. Nella nota si legge che le Regioni si trovano già sotto la percentuale di 3,7 posti per mille abitanti che avranno poi la facoltà di aumentarli fino a questo tetto. Nel Lazio, i posti letto diminuiranno di circa 1.963 unità, a causa dell'art. 15 comma 13 del decreto sulla spending review. È quanto prevede lo schema di regolamento sulla “Definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera”, inviato alla Conferenza Stato-Regioni dal Ministro della Salute Renato Balduzzi di concerto con il Ministro dell'Economia Vittorio Grilli.
Il Regolamento indica il metodo di calcolo per la riduzione delle Unità operative complesse e la riconversione delle strutture ospedaliere. Al 1° gennaio 2012 in Italia erano presenti 231.707 posti letto di cui 195.922 per acuti e 35.785 per post-acuti. La legge 135/2012 indica come obiettivo una media complessiva di 3,7 posti letto per mille abitanti, di cui 0,7 deve essere dedicato a riabilitazione e lungo-degenti e i restanti 3 per gli acuti. I posti letto devono quindi arrivare in totale a 224.318. Di questi 181.879 dovranno essere per acuti (- 14.043) e fino a 42.438 per post- acuti (+ 6635).
Si avrà, così, una riduzione di circa 14.043 posti letto per gli acuti mentre aumenteranno quelli per la riabilitazione e la lungodegenza di 6635 unità. È l'effetto che si otterrà applicando i criteri per la riorganizzazione della rete ospedaliera previsti dalla spending review, che indica come media complessiva da raggiungere 3,7 posti letto per mille abitanti, di cui 0,7 per i post-acuti (dalla media attuale di 3,82 per mille abitanti del primo tipo e 0,59 per i post-scuti). I letti diventeranno in totale 224.318.
“Un mix, nemmeno equilibrato, tra libro dei sogni ed attacco alla esigibilità del diritto alla salute”. Sono queste le parole di Costantino Troise, segretario nazionale Anaao-Assomed (associazione dei medici dirigenti) che valuta il regolamento sulla definizione degli standard dell'assistenza ospedaliera, inviato dal Ministro della Salute alla Conferenza Stato-Regioni. “Il nuovo parametro di 3,7 per mille abitanti fissato per i posti letto - spiega - comprensivo non solo di quelli per acuti, ma anche di quelli nelle residenze socio sanitarie, ci relega tra gli ultimi posti in Europa e suona una campana a morte per le liste d'attesa e i Pronto soccorso, destinati a trasformarsi in reparti di ricovero inappropriati, insicuri e, non di rado, non dignitosi”. “E tutto questo”, aggiunge ancora, “per un risparmio a regime che la relazione tecnica della spending review quantifica in 50 milioni di euro, che qualcuno si illude possano essere sufficienti, per potenziare la assistenza territoriale”. Inoltre, per il segretario dell'Anaao, da questa operazione non ci sarà “una razionalizzazione del numero di strutture complesse con l'eliminazione di reparti doppione che sopravvivono al di sotto di ogni standard - rileva - Oggi i veri baroni della medicina non tremano, essendo stati esentati dal Ministro e dalle Regioni, dal rispondere agli obblighi di programmazione in termini di riduzione di posti letto e strutture complesse». Non ci sarà dunque «razionalizzazione - conclude - ma razionamento del diritto alla cura, per di più di incerta applicazione visto che le Regioni continueranno a regolarsi in base a scelte locali”.

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di Erika Noschese
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