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SANITA’. CISL: INACCETTABILE IL PIANO DI MONTEMARANO


SANITA’. CISL: INACCETTABILE IL PIANO DI MONTEMARANO
30/10/2008, 16:10

La Cisl Campania e la sua categoria della Funzione Pubblica rintengono inaccettabile il “Piano di Rientro” sottoscritto dalla Regione Campania con il Governo Nazionale per la riorganizzazione della rete ospedaliera e mettono in guardia sulle conseguenze devastanti che ne possono derivare.

 
Il provvedimento, cosi come configurato, assume caratteristiche esclusivamente ragionieristiche determinando:
      Gravissimo abbassamento dei livelli prestazionali (L. E. A.) – confermato dallo stesso Assessore Montemarano;
      Disomogeneità ed incoerenza per i tagli previsti dei posti letto, con particolare riferimento alle strutture pubbliche;
      Dequalificazione grave della già carente rete di emergenza;
      Marcata subalternità alle logiche delle “Baronie” universitarie in uno ad un quadro di rapporti privilegiati con associazioni e corporazioni;
      Grave disagio ed incertezza tra i lavoratori a partire da quelli precari. Ciò anche per i tagli al salario accessorio previsti nel “Piano di Rientro”;
      Nessuna garanzia del dichiarato risparmio di spesa nell’immediato e il tutto aggravato dall’abbassamento dei livelli di assistenza che comporterà immancabilmente un aumento dell’emigrazione sanitaria e quindi l’aumento della spesa;
      Incomprensibile mancato intervento sulla rete ospedaliera privata provvisoriamente accreditata, che, confermando strutture prive di requisiti utili per l’accreditamento definitivo, sottrae risorse a strutture in possesso dei requisiti previsti dalle norme e che garantiscono livelli di eccellenza ovvero di emergenza in territori sprovvisti di strutture pubbliche.
       
 
 
 
A fronte di tale scenario la Cisl ha chiesto la disponibilità dell’Assessore alla Sanità e della Giunta ad una profonda rivisitazione dei contenuti del documento stesso da realizzarsi, nel quadro degli obbiettivi di risparmio fissati dalla Regione, attraverso concertazioni di livello territoriale per una puntuale ridefinizione del progetto di riordino e ciò non in rapporto a tagli meramente ragionieristici ma per garantire l’esigenza primaria dei bisogni di assistenza .
 
Le scelte, pertanto, devono caratterizzarsi in rapporto alla salvaguardia della quantità, qualità e appropiatezza delle prestazioni, attraverso una reale azione volta ad intervenire su diseconomie e distorsioni economiche - finanziarie, duplicazioni di unità operative, servizi, esternalizzazioni e appalti ingiustificati.
 
Sono da prevedere, inoltre, concreti interventi tesi al miglior utilizzo e alla valorizzazione delle professionalità esistenti, compresi i lavoratori precari, neutralizzando cosi il ricorso, spesso improprio e disecomico, alle “consulenze”.
 
L’Assessore Montemarano ha ritenuto non accoglibili le richieste della Cisl, con particolare riferimento all’apertura di tavoli di concertazione territoriali, negando cosi il coinvolgimento dei protagonisti veri e necessari per la costruzione di una “Sanità” incardinata sui bisogni reali di assistenza delle popolazioni campane.
 
Circostanza gravissima è che lo stesso Assessore Montemarano ha riconosciuto che il progetto presentato, una volta reso esecutivo, determinerà un significativo abbassamento dei già insufficienti livelli di assistenza.
 
«È poi singolare – ha dichiarato Pietro Cerrito – Segretario Generale Cisl Campania – che in un momento di forte delegittimazione della politica e dei suoi rappresentanti in Campania, l’Assessore Montemarano preferisca interagire con i consiglieri regionali e non ascolti invece la voce del sindacato che rappresenta tanti lavoratori, che sono l’ossatura della Sanità in Campania».
 
Per quanto sopra la Cisl attiva da subito un percorso di sensibilizzazione e mobilitazione a salvaguardia del diritto costituzionale alla salute delle popolazioni campane.

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di Redazione
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