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SANITA’: NEL 2007 SFORAMENTO DI OLTRE 700 MLN DI EURO


SANITA’: NEL 2007 SFORAMENTO DI OLTRE 700 MLN DI EURO
09/07/2008, 17:07

 

Stamani AN ha tenuto una conferenza stampa in relazione alla difficile situazione della sanità in Campania. Hanno preso parte il parlamentare Marcello Taglialatela, vice-capogruppo alla Camera della PDL e responsabile dell’Ufficio Politiche per il Mezzogiorno di AN, il capogruppo di AN in Consiglio Regionale Enzo Rivellini, componente della commissione Sanità, il capo dell’opposizione in Consiglio regionale Franco D’Ercole, i consiglieri Pietro Diodato, Angelo Polverino e Mario Ascierto Della Ratta. Gli esponenti di AN hanno affermato: «I conti della sanità in Campania non tornano. Come si evince dai dati ufficiali del Ministero della Salute, nel 2007 i bilanci del sistema sanitario regionale della Campania hanno fatto registrare uno sforamento di 752.761 milioni di euro. Inoltre, anche i dati relativi alla mobilità sanitaria interregionale (che sono quelli che si riferiscono ai campani che vanno a curarsi fuori regione) hanno fatto registrare per il 2007 uno sforamento di 283.153 milioni di euro. Si tratta di dati gravissimi, che provano come il Piano di Rientro sia fallito e come la Campania sia ormai prossima al commissariamento del comparto sanitario. Per l’assessore Montemarano si tratta di una bocciatura senza appello. Segnaliamo, inoltre, in un contesto così difficile una ulteriore e grave "anomalia": i direttori generali (tutti) che hanno un contratto privatistico si erano impegnati a diminuirsi lo stipendio in base a quanto stabilito dalla delibera regionale 1843 e successive. Si tenga conto che recentemente il Ministro Fitto ha dichiarato che i ticket sui farmaci si possono essere eliminare se vengono diminuiti anche di poco gli stipendi dei manager sanitari. I Direttori Generali prima hanno diminuito il loro stipendio come da delibera regionale 1843, ma alla fatidica ora delle 16,20 del 28 aprile 2008, grazie ad un parere dal prof. Cocozza ed uno del direttore amministrativo dell’Asl Na 2, dottor Ferraro, hanno deciso di aumentarsi autonomamente lo stipendio al massimo consentito dal loro contratto sottoscritto (300 milioni di vecchie lire, circa 154mila euro all’anno), anticipando tale nuova retribuzione fin dalla data del 1 gennaio 2006. In pratica hanno recuperato tutte le somme non percepite in virtù di quanto stabilito con la delibera regionale 1843, oltre ad adeguarsi le indennità. Il dottor Ferraro ha stabilito nella sua relazione che un capo dipartimento percepisce circa 185mila euro all’anno e pertanto non è ammissibile che un Direttore Generale, Amministrativo o Sanitario percepisca di meno. Premesso che possiamo essere d’accordo sul fatto che dei valenti professionisti debbano guadagnare in proporzione al loro valore ed al loro lavoro, contestiamo ed evidenziano, però, l’ennesima vergogna della Sanità campana. Ma questi Direttori Generali non sono gli stessi che hanno creato il buco che costringe a notevoli sacrifici i pazienti campani ed hanno indebitato i cittadini con il massimo della tassazione regionale per 30 anni? Se è un loro giusto diritto perché non seguire gli iter naturali alla luce del sole? Se è giusto adeguare gli stipendi, "Ponzio Pilato" Montemarano, che pare abbia detto ai "suoi" Direttori Generali «fatelo ma io naturalmente non ne so nulla», perché non ha adeguato direttamente con una sua proposta le indennità dei manager? Se la delibera 1843 impone sacrifici e tagli a tutti perché alcuni trovano sempre gli escamotage giusti per aggirarla? Nella sanità in Campania gli scandali sembrano veramente non finire mai!

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di Redazione
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