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SANITA’, RIVELLINI: “IN CAMPANIA NESSUNO PAGA… TRANNE I MALATI”


SANITA’, RIVELLINI: “IN CAMPANIA NESSUNO PAGA… TRANNE I MALATI”
05/06/2008, 17:06

Il Presidente del Gruppo di AN in Consiglio Regionale Enzo Rivellini, componente della commissione Sanità, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «La notizia di ieri, secondo la quale un centro studi di Roma ha confermato lo sforamento di almeno il 4% del piano di rientro della sanità campana, cosa che tra l’altro denuncio da tempo, fa il paio con la notizia di oggi secondo la quale nessuno dei manager sanitari “sotto inchiesta” della commissione presieduta dal prof. Romano verrà rimosso. È bene fare un breve riassunto: nel 2006 l’assessore Montemarano decise, in ritardo rispetto ai tempi di legge, di istituire la commissione di verifica, a 18 mesi dal loro insediamento, dell’operato dei manager sanitari. La commissione fu assegnata al prof. Romano, persona di altissimo spessore sia tecnico che morale. La commissione, adottando il cosidetto “Metodo Corrado”, ha di fatto bocciato tutti gli undici manager nominati nella notte dei lunghi coltelli che si consumò tra Nusco, Ceppaloni ed Afragola il 31 dicembrte 2005. Il lavoro della commissione, lo posso affermare senza tema di smentita, è stato praticamente superfluo perché basta andare in qualunque ospedale, dove viene negato il costituzionale diritto alla salute, o verificare i buchi di bilancio, per bocciare la classe politica che governa la Regione ed i tecnici da essa nominati che gestiscono il fallimentare sistema sanitario. Dopo le mie denunce, relative al comportamento anomalo dell’assessore Montemarano, che ha tenuto nascosto nei cassetti per mesi la valutazione dei manager efffettuata dalla commissione (sebbene avesse fatto comunque trapelare agli stessi la loro bocciatura), la giunta regionale non ha potuto fare a meno di prendere alcuni provvedimenti tentando di bocciare almeno i manager politicamente più deboli: Mininni (direttore generale del Santobono) che è dell’Udeur, un partito ormai scomparso; Poggi (direttore generale dell’Asl Na 3) che è un vecchio compagno militante; Russo (direttore generale dell’Asl Sa 1) che è un fedelissimo dell’ex leader maximo della Magna Grecia, Ciriaco De Mita, ormai finito politicamente in disgrazia. Ci tengo a sottolineare che questi tre manager sono persone perbene ed oneste ma politicamente lottizzate e colpevoli quanto gli altri. Meno colpevoli, comunque, del ceto politico, Montemarano in testa, che gli chiede in cambio della nomina alla guida dell’azienda sanitaria o ospedaliera di risparmiare, assicurare l’assistenza e contemporaneamente soddisfare gli appettiti dei partiti. È così successo che anche tutti gli altri manager sanitari si sono ribellati e si sono rifiutati di fare da “agnelli sacrificali” da immolare sull’altare della politica lottizzatoria del centrosinistra. Ed a nulla sono valse le rassicurazioni del prof. Santangelo, coordinatore dei manager sanitari, che ha inutilmente promesso ai tre “imputati” successivi e migliori incarichi. In tal senso resta significativa una tempestosa riunione fra Montemarano ed i manager che è avvenuta presso l’ex sede dell’università di Economia e Commercio in via Partenope. In definitiva, la morale della triste favola della sanità campana è che, tranne i malati, nessuno paga: per questo urge la rimozione o dell’assessore Montemarano o dei tre manager bocciati (Poggi, Russo e Mininni) o del prof. Romano».

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di Redazione
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