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Il simbolo della protesta contro la discarica di Pianura

Scarcerato Marco Nonno: "Affronterò il processo a testa alta"


Scarcerato Marco Nonno: 'Affronterò il processo a testa alta'
17/11/2009, 13:11

NAPOLI - Festa a Napoli, nel quartiere di Pianura. Proprio così. La scarcerazione di Marco Nonno, consigliere comunale di An, arrestato per la lotta contro la riapertura della discarica dei “Pisani” in piena emergenza rifiuti, è stata accolta dagli amici e da tutto il quartiere con grande soddisfazione. Come se fosse una festa, un giorno da ricordare. In verità, la solidarietà dei residenti, Marco Nonno l’ha toccata con mano sin dal primo giorno, in cella, con più di duemila tra lettere e telegrammi ricevuti. Senza dimenticare la fiaccolata che fu organizzata per chiedere la sua scarcerazione.
Ieri sera, alle 18 e 30, Nonno ha ricevuto presso la sua abitazione il provvedimento firmato dall’ottava sezione del Riesame. La notizia ha fatto subito il giro della città ed a Pianura gli amici e molti residenti si sono radunati spontaneamente sotto casa per riabbracciare “il consigliere comunale”. Il loro consigliere comunale. Ha pagato per tutti. E’ stato il capro espiatorio per punire la resistenza di migliaia di residenti, bambini, giovani, anziani che si sono battuti per evitare un’altra devastazione del territorio. La discarica dei “Pisani” è stata utilizzata per decenni come contenitore di rifiuti tossici e nocivi. La criminalità a lucrare mentre i tumori e l’inquinamento si diffondevano a macchia d’olio tra il silenzio complice di tutti. L’hanno chiusa quando ormai non c’era niente più da scaricare. E durante l’emergenza rifiuti, nella fase più calda, volevano riaprirla. Sfidando la pazienza di molti cittadini, ognuno dei quali, in famiglia, con una malattia grave da affrontare a causa dei fumi, della diossina e dell’inquinamento provocato dallo sversatoio.
La riapertura dei “Pisani”, a ridosso di una riserva naturale, il “Parco degli Astroni”, è stata scongiurata solo grazie alle proteste e alla mobilitazione dei cittadini. Solo in seguito la magistratura pose sotto sequestro i suoli, dimostrando che i cittadini avevano ragione. Insomma, si potevano risparmiare le proteste, gli scontri e la mobilitazione sociale. Bastava un po’ di attenzione in più ed un amore verso il territorio che la locale classe dirigente non ha mai avuto.
Nonno ha pagato. Sul piano politico, invece, l’hanno fatta franca. I colpevoli della devastazione, dell’emergenza rifiuti, degli sprechi e dello sperpero di denaro pubblico, degli affari e dei business consumati sulla pelle della povera gente non hanno nomi né cognomi. I processi in corso ci sono. I responsabili sono ancora a “piede libero”.
Nonno ha pagato e dovrà aspettare la fine delle udienze per la sentenza definitiva. Le gente, invece, ha già deciso. Soprattutto hanno deciso i cittadini, la gente perbene, i residenti di Pianura che hanno vissuto quei giorni concitati, davanti alla discarica. Hanno sempre testimoniato, e sono pronti a farlo in tribunale, che “Marco non c’entra nulla con gli scontri”. C’erano i centri sociali, che costituivano un troncone a parte della protesta, i no-global, giovani incappucciati, componenti dei Carc che sorvegliavano l’ingresso dei “Pisani” di giorno e di notte. Minacciarono disordini pure quando Alessandra Mussolini volle visitare il sito. Era un sabato mattina. Eppure, dei no-global, dei giovani incappucciati, dei Carc non vi è traccia. Nonno ha pagato per tutti. Dopo un anno di arresti domiciliari e 15 giorni passati nel carcere di Secondigliano si gode la libertà. Con la consapevolezza di essere innocente, di aver lottato, da politico e da residente del quartiere, per tutelare gli interessi del territorio senza infrangere le leggi. Ieri sera, appena è stato liberato, si è ritrovato sotto casa l’amico di sempre, l’onorevole Marcello Taglialatela. Il coordinatore cittadino del Pdl non lo ha mai abbandonato. Nemmeno nei momenti difficili. “Sono felice per la scarcerazione - spiega Marco Nonno -. Ma si tratta della prima tappa. Ho fiducia nello Stato e nella magistratura. Ecco perché affronterò il giudizio sereno, consapevole di essere con la coscienza a posto, di aver difeso il mio quartiere e la mia città in maniera trasparente e seguendo la legge. Non ho nulla a che vedere con gli scontri e chi c’era a Pianura, di giorno e di notte, sa quanto mi sia prodigato per evitare che la protesta sfociasse in violenza. A testa alta mi presenterò al processo e dimostrerò la mia estraneità ai fatti contestati. Ringrazio i residenti di Pianura, gli amici che mi sono stati vicini e soprattutto ringrazio il coordinatore cittadino del Pdl, Marcello Taglialatela. Ieri sera mi ha quasi commosso. Non dimenticherò quello che i veri amici hanno fatto per me durante il momento più brutto della mia vita ed anche per loro dimostrerò la mia innocenza”.
Marco Nonno, domani, sarà negli studi di “Julie Italia” per un’intervista esclusiva a tutto campo, dai giorni della protesta fino al processo ancora in atto.

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di Giovanni De Cicco
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