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Scavi di Longola. Ecologisti e Reti Civiche: "Non è questione di fondi, mancano i progetti"


Scavi di Longola. Ecologisti e Reti Civiche: 'Non è questione di fondi, mancano i progetti'
20/01/2012, 14:01

Francesco Servino dell'Assemblea Federale degli Ecologisti e Reti Civiche - Verdi Europei: "Dalla riunione di martedì scorso tra l'amministrazione comunale di Poggiomarino, la soprintendente Teresa Elena Cinquataquattro e i consiglieri regionali della Campania non è emersa alcuna proposta concreta di sviluppo dell'area: ci aspettiamo che oltre ai fondi che la Regione dovrà stanziare per gli scavi venga elaborato un piano economico che funga da modello per tutti i comuni vesuviani che conservano tracce archeologiche della propria storia.

"Non ha senso e fa rabbia ricordare che i tesori rinvenuti a Poggiomarino vengono esposti in Germania o stanno chiusi all'interno dei magazzini: costruiamo dei musei nei posti dove sono stati rinvenuti e generiamo in questo modo un indotto. Non siamo in grado di valorizzare le nostre risorse per creare sviluppo: è ora di dare credito alle proposte dei cittadini e porre meno vincoli restrittivi al rilancio dei territori. Tutela non vuol dire abbandono e soprattutto non è ancora chiaro il destino degli operai rimasti senza lavoro: qualcuno deve impegnarsi a riassumerli".

Roberto Duraccio, presidente dell'associazione Jamm di San Giuseppe Vesuviano e coordinatore nazionale e campano delle Reti Civiche: "La proposta degli Ecologisti e Reti Civiche è quella dell'azionariato popolare. I territori presentano tutti i crismi per l'elaborazione di un percorso che parta da Nola per arrivare a Pompei, passando per Somma Vesuviana, Ottaviano, Terzigno e Boscoreale, che sappia coniugare l'archeologia, le bellezze naturali e le tipicità dei territori. Su questi progetti bisogna puntare per dare un nuovo slancio alle nostre terre: bisogna generare un indotto che attinga dalle ricchezze che ci appartengono. I modelli da proporre ci sono e sono tutti potenzialmente applicabili: il meridione d'Italia è la culla della civiltà italica e sta a noi riscoprire e proteggere questo passato. L'archeologia è un bene comune e i beni comuni devono essere beneficio di tutti".

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di Redazione
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