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Viene riproposta anche la norma "salvadiffamatori"

Scelta Civica ripresenta la norma "ammazzablog"


Scelta Civica ripresenta la norma 'ammazzablog'
25/06/2013, 16:08

ROMA - Cambia il nome del presentatore, ma il Parlamento fa sempre il possibile per censurare l'attività su Internet. E così torna la norma, detta "ammazzablog": obbligo di rettifica, a discrezione degli utenti, da pubblicare "entro quarantotto ore dalla richiesta, in testa alla pagina, prima del corpo dell'articolo, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono". Ovviamente da pubblicare senza alcun commento o spiegazione, quando persino sui giornali spesso, quando ci sono richieste di rettifiche, capita di trovare specificazioni di vario genere o anche smentite della smentita. Qualora non dovesse essere pubblicata la smentita, la pena sarà una multa da 8000 a 16 mila euro. 
Stessa sanzione anche quando la rettifica riguarda la stampa non periodica, come i libri. In questo caso la smentita andrà pubblicata su almeno due giornali a tiratura nazionale, entro 7 giorni.
Nella stessa legge invece viene prevista una forte riduzione per i giornalisti che diffamano a mezzo stampa: niente più condanne penali, ma solo una multa da 5000 a 50 mila euro.  

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di Antonio Rispoli
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