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Anche Alfano provoca il Pd sulla decadenza del leader

Schifani: "Grasso sostituisca i commissari ostili a Berlusconi"


Schifani: 'Grasso sostituisca i commissari ostili a Berlusconi'
03/09/2013, 19:05

ROMA - Il Pdl preme l'acceleratore sulla questione della decadenza di Berlusconi. Inizia il capogruppo al Senato, Renato Schifani, con una dichiarazione molto pesante: "È di tutta evidenza che la violazione degli elementari principi di riservatezza da parte di alcuni membri della Giunta - che hanno dichiarato come voteranno - richiede la valutazione del Presidente Grasso sulla esigenza di procedere alla loro sostituzione. Nel caso in cui la Giunta per le elezioni del Senato dovesse deliberare di dover procedere alla 'contestazione' della decadenza dalla carica parlamentare di Silvio Berlusconi dovrà riunirsi in Camera di Consiglio per pronunciarsi. È di tutta evidenza che la violazione degli elementari principi di riservatezza da parte di alcuni membri della Giunta - i quali hanno a mezzo stampa dichiarato come voteranno, prima degli adempimenti previsti - richiede la valutazione del Presidente Grasso sulla esigenza di procedere alla loro sostituzione, considerata la funzione giurisdizionale che la Giunta medesima assolve. Funzione che impone il rigoroso dovere di non poter anticipare in alcuna sede o contesto quali saranno le decisioni finali dei singoli componenti". 
Rincara la dose Angelino Alfano, in una nota: "Il Popolo della Libertà ha il diritto di conoscere la posizione del Partito Democratico per potere orientare le proprie decisioni. La non retroattività delle misure afflittive è pilastro fondativo di ogni ordinamento democratico e, come tale, inequivocabilmente riconosciuto dalla giurisprudenza europea, dalla Convenzione europea (art. 7) e dalla Costituzione italiana (art. 25). In base a tali precisi riferimenti giuridici, abbiamo chiesto e chiediamo al Partito Democratico una parola chiara su questo principio". 
Gli dà manforte il Ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri: "Personalmente non ravvedo profili di incostituzionalità della legge Severino ma credo che, se persone di quel livello si sono espresse, come minimo bisogna rifletterci". 
In realtà la questione è molto più semplice: la legge Severino ha due "tribunali" a seconda del suo utilizzo. Quando è applicata al momento delle elezioni, è materia per gli organi amministrativi (TAR e COnsiglio di Stato); quando è applicata, come nel caso di Berlusconi, a persone che sono state condannate, è materia della apposita Giunta della Camera a cui appartiene il parlamentare (in questo caso il Senato). Esattamente come accade per la legge del 1957, mai applicata, che vieterebbe a Berlusconi di stare in Parlamento. 

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di Antonio Rispoli
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