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La Procura di Palermo eslcude ogni coinvolgimento

Schifani:"Accuse di mafia su di me? False e infamanti"


Schifani:'Accuse di mafia su di me? False e infamanti'
30/09/2010, 17:09

ROMA - Le notizie riguardanti Renato Schifani pubblicate su L'Espresso e che in breve tempo hanno fatto il giro delle agenzie, riportano delle  "accuse ripetute, infami e false, destituite di qualsiasi fondamento".
Secondo quanto scritto dal noto e seguito settimanale, infatti, il presidente del Senato, per "atto dovuto", risulterebbe iscritto all'interno del registro degli indagati a causa di alcune dichiarazioni rilasciate dai pentiti Gaspare SpatuzzaFrancesco Campanella. Secondo quanto raccontato dall'Espresso, dunque, la Procura di Palermo starebbe indagando su Schifani partendo dall'ipotesi del reato di concorso esterno in associazione mafiosa.
Tuttavia, appresa la notizia, lo stesso procuratore della Repubblica del capoluogo siculo, Francesco Messineo, ha smentito seccamente ogni coinvolgimento della seconda carica dello stato nell'inchiesta:"Normalmente non rispondo a questo tipo di domande - ha infatti precisato - ma in questo caso faccio un'eccezione: il nominativo di Renato Schifani non è iscritto nel registro notizie di reato di questa Procura".
Nonostante la smentita di Messineo, però, il settimanale non fa retromarcia ed anzi pubblica una nota nella quale si legge testualmente:"La direzione de l'Espresso, in merito all’indagine sul presidente del Senato, Renato Schifani, conferma l’esistenza di una inchiesta iscritta quest’anno nel registro generale notizie di reato della Procura della Repubblica di Palermo".

LA RISPOSTA DI SCHIFANI
In giornata, come prevedibile sono comunque arrivate anche le dichiarazioni ufficiali del presidente del Senato:"Affermo la mia totale estraneità ai fatti riportati da certa stampa - ha precisato - Prendo atto della smentita da parte del Procuratore della Repubblica di Palermo". 
Dicendosi assolutamente sorpreso ed offeso per la notizia riportata sull'Espresso, Schifani conclude la sua nota così:"
Ritengo comunque doveroso affermare con forza che sono un cittadino e un politico onesto che ha sempre combattuto la mafia con fatti e atti legislativi concreti, che hanno consentito allo Stato importanti successi nella lotta alla criminalità organizzata. Considero e ho sempre considerato la trasparenza, la correttezza umana, deontologica e professionale i principi irrinunciabili della mia esistenza".

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di Germano Milite
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