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"Pari dignità istituzionale nei ruoli e nelle competenze"

Schifani:"No alle riforme della maggioranza"


Schifani:'No alle riforme della maggioranza'
14/04/2010, 19:04

ROMA - Sembra chiaro e preciso il monito di Renato Schifani riguardo le riforme annunciate dal governo. Per attuarle, infatti, il presidente del Senato sostine sia necessaria:"una larga maggioranza che non può e non deve essere soltanto quella delle forze politiche che sono attualmente al governo". Durante il convegno "Una giovane Costituzione" svoltosi a Montecitorio, Schifani ha poi aggiunto che non possono assolutamente esistere"una Camera di serie A e l'altra di serie B" e che, dunque, "entrambi i rami del Parlamento dovranno avere pari dignità istituzionale nei ruoli e nelle competenze a ciascuno assegnati". Il numero uno di Palazzo Madama si è poi detto persuaso che sia "impervio e possibile fonte di complicazioni per il funzionamento della forma di governo escludere il Senato dal circuito fiduciario". Insomma: bisogna evitare "la fretta" anche perchè "riformare il bicameralismo per sottrazione, significa fallire ogni riforma costituzionale".
Ma il freno all'entusiasmo (soprattutto leghista) suggerito caldamente da Schifani pare non essere piaciuto troppo al ministro delle Riforme Umberto Bossi che, indirettamente, ha risposto al presidente del Senato osservando che:"Quando vai in Parlamento si vede se sia possibile che le riforme siano condivise o meno". In accordo con Schifani si dimostra però il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi. La sua dichiarazione, però, sembra più che altro un alt alla già quasi ferma opposizione e non la volontà di condividere le riforme sbandierate e strumentalizzate da anni. Per Rotondi, infatti"Le riforme vanno realizzate e in maniera condivisa. Maggioranza e opposizione facciano uno sforzo per venirsi incontro, soprattutto il Pd non ponga sul tavolo la pistola fumante del cambio della legge elettorale". In poche parole, il ministro lancia un messaggio chiaro al centrosinistra: non dateci disturbo riguardo la rivisitazione doverosa del sistema elettorale e noi agiremo in maniera democratica. Pare accorgersi della contraddizione in termini il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione:"Sento parlare di tornate elettorali uniche, plebiscitarie, in cui si eleggano insieme tutti gli organi politici e istituzionali. Questo non è possibile perché l'equilibrio dei poteri in democrazia è fondamentale"

L'ANM VUOLE UN INCONTRO

E come si legge sul "Corriere della Sera", l'Associazione nazionale magistrati ha richiesto formalmente ai presidenti di Senato e Camera un incontro per discutere in maniera dettagliata della riforma della giustizia da tempo annunciata (e da tutti vista come necessaria ed improrogabile). Come si legge nella nota pubblicata dall'Anm, infatti "È assolutamente prioritario e ineludibile  approvare riforme che restituiscano funzionalità al sistema giudiziario, temi in relazione ai quali l'Anm ha avanzato già da tempo proposte serie, concrete e dettagliate".
Al termine del comunicato ufficiale, l'Anm conferma poi "la propria disponibilità al confronto sulle riforme dirette a garantire un servizio efficiente e a rafforzare le garanzie dei diritti dei cittadini".
"
Garanzie e diritti" dei cittadini (tutti) e non dei politici (alcuni) che compongono il popolo italiano. Lo tengano bene a mente sia la maggioranza che l'opposizione.

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di Germano Milite
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