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Fascia nera al braccio e manifesto mortuario alla mano

Scilipoti, “pagliaccio triste” alla Camera per dire no a Monti

“È morta la democrazia”, annuncia. E dà spettacolo di sè

Scilipoti, “pagliaccio triste” alla Camera per dire no a Monti
18/11/2011, 14:11

ROMA – Nel teatrino della politica italiana, che di giorno in giorno si arricchisce di nuovi deprimenti spettacolini, non manca mai chi è disposto ad attirare su di sé le luci dei riflettori dello sbigottimento, più che della cronaca politica, quella seria. Anche per l’appuntamento alla Camera dei deputati, dove è in corso il voto di fiducia al nuovo governo Monti, non è mancato il mattatore di turno. Chi poteva essere se non l’onorevole Scilipoti, ancora una volta protagonista della sua battaglia che sembra sfiorare il ridicolo?
In un aula di Montecitorio chiamata al voto sul nuovo governo tecnico, dove sono stati solo i deputati Pdl ad applaudire quando il presidente incaricato Mario Monti ha ringraziato l’uscente Silvio Berlusconi, il simpaticissimo Scilipoti ha pensato bene di presentarsi con un look particolare: con una vistosa fascia nera a lutto al braccio ha iniziato a distribuire un volantino che riproduce un manifesto mortuario, in cui è rappresentata una croce nera, con sotto scritto “Oggi è morta la democrazia parlamentare. Il popolo Sovrano né da il triste annuncio al Paese”.
Sembra essere il più triste di tutti Domenico Scilipoti, forse perché sa bene che la nascita del nuovo governo, e la caduta di quello Berlusconi prima, non gli consentiranno mai di ambire a cariche politiche maggiori. Va ricordato, infatti, che si tratta dello stesso Scilipoti, ex IdV approdato poi nell’esecutivo Berlusconi, durante la richiesta di passaggio a sostenere il governo in crisi per il caso Ruby, con promesse ovviamente di avanzamento nel mondo politico.
“È morta la democrazia parlamentare. Questo è un governo non legittimato dagli elettori, perché non è espressione della volontà popolare. Altro che esecutivo tecnico, siamo di fronte ad una dittatura...”: è stato lo sfogo del diretto interessato, presentatosi in Transatlantico praticamente a lutto. Da quale pulpito viene la predica? Forse Scilipoti crede che gli elettori, gli stessi che lui chiama in causa, legittimerebbero il suo cambio di casacca? Il suo essere passato, pochi mesi fa, da uno schieramento politico ad un altro, praticamente all'opposto?

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di Antonio Formisano
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