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Il leader PD: "In Europa o ci salviamo tutti o nessuno"

Scontro Bersani-Monti, "Governo ha i consensi, i partiti no"

Bersani replica: "Lavoriamo insieme se no a casa"

Scontro Bersani-Monti, 'Governo ha i consensi, i partiti no'
28/03/2012, 18:03

ROMA - Il Presidente del Consiglio Mario Monti continua, dall'Estremo Oriente, ad occuparsi della politica italiana. Lo fa da Tokyo, con una dichiarazione che suona come una sfida ai partiti italiani: "Ho l'impressione che la maggioranza degli italiani percepiscano questa riforma del lavoro come un passo necessario nell'interesse dei lavoratori. Nonostante alcuni giorni di declino a causa delle nostre misure sul lavoro questo governo sta godendo un alto consenso nei sondaggi; i partiti no". E poi ha aggiunto: "Sono fiducioso sul fatto che la riforma del lavoro passerà, anche perché l'esempio delle pensioni mi lascia ben sperare".
Poi ha spiegato la riforma del lavoro, sottolineando che non è vero che tolga soldi ai lavoratori per darli alle imprese. E ha specificato: "E' una riforma che certamente provoca alcuni risentimenti e discussioni anche aspre in questo momento nel paese, ma gli italiani la reputano necessaria. Non è una riforma per togliere ai lavoratori, ma per dare: soprattutto ai giovani, ai precari, a chi non ha lavoro. La percezione degli italiani è che alla fine promuoverà l'interesse dei lavoratori, sia attuali che futuri, in modo più efficace di quanto non lo faccia l'attuale sistema che, mi spiace, ma scoraggia le imprese italiane dagli investimenti nel Paese, così come quelle straniere".
Poi si è addentrato in una analisi della situazione politica italiana, negando che sia una condizione instabile, come prova il fatto che Silvio Berlusconi non ha avuto difficoltà - secondo lui - a fare un passo indietro e dimettersi. Inoltre la crisi politica in corso sta cambiando i partiti che si sono accorti che gli italiani hanno chiesto maggiore governance e quindi risponderanno con più governance.

 «O politici e tecnici convincono insieme il paese o sotto la pelle del paese ce ne è abbastanza per prendere a cazzotti politici e tecnici». Così Pierluigi Bersani, oggi a Lisbona, replica al premier Mario Monti, sul “consenso” per il governo dei tecnici ma non per i partiti. Il dibattito «stucchevole» tra politica e tecnica è per il segretario del Pd come «il battibecco tra i polli di Renzo». «Quando sento la parola partiti - spiega Bersani - non mi trovo. Io ho un nome e un cognome e mi chiamo Pd e sto cercando, correndo rischi seri, di collegare il sostegno al governo con la sensibilità verso un paese ammaccato e profondamente segnato dalla crisi e dagli effetti delle politiche di risanamento». La gente, ribatte Bersani, «viene da noi, io sono fermato per strada e mi si chiede conto dell'azione di governo» «Da questi colloqui ricavo un metodo per l'Europa: o ci salviamo insieme o non si salva nessuno perchè rischiamo, se non facciamo correzioni di cadere in un meccanismo di avvitamento tra risanamento e recessione». Pier Luigi Bersani, che oggi a Lisbona ha incontrato il nuovo leader socialista Antonio Josè Seguro, esponente del Parlamento portoghese e il governatore del Banco de Portugal, Carlos Costa, torna a chiedere correzioni alla politica economica dell'Europa. «A Parigi - spiega il segretario Pd - abbiamo fissato la piattaforma dei progressisti europei e oggi a Lisbona abbiamo firmato un protocollo di intesa con il partito socialista. Un'altra politica europea è possibile, invocare la crescita senza provvedimenti coerenti è una perdita di tempo».


Ultimo aggiornamento 18:50

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di Antonio Rispoli
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