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Il premier seccato per il discorso di Fini

Scontro verbale tra Berlusconi e Fini alla direzione Pdl


Scontro verbale tra Berlusconi e Fini alla direzione Pdl
22/04/2010, 13:04

ROMA - Sta andando avanti da questa mattina la direzione del Pdl all'Auditorium della Conciliazione a Roma. Non si poteva scegliere un termine più contraddittorio, rispetto a quanto si è visto.
Ad aprire le danze è stato il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi. Il discorso però è stato il solito tran tran: "Mai visto un governo avere tanto successo"; "le riforme le faremo con la collaborazione dell'opposizione, se vorranno; altrimenti le faremo senza di loro, perchè abbiamo la maggioranza"; "il Pdl aspira a superare il 50%", "Il Pdl ha preso alle regionali il 38% dei voti, il governo gode dell'approvazione del 48% degli italia, mentre per il premier c'è un consenso bulgaro, del 63,3%"; e così via. L'unica novità è stata la sua decisione di fare entro la fine anno il congresso del Pdl.
Gianfranco Fini invece ha cominciato a parlare verso le 12.30, ma ha posto problemi politici sin dall'inizio. Il primo punto su cui punta l'attenzione è quello della libertà di esprimere il dissenso, all'interno del partito: "Anche in questa riunione si è tentato di nascondere la polvere sotto il tappeto". Inoltre Fini ha lamentato le "bastonature mediatiche" da parte del Giornale, quotidiano della famiglia Berlusconi. Tuttavia il Presidente della Camera specifica che questo non significa essere sleale o volersi separare. Il secondo punto su cui Fini ha parlato riguarda i rapporti con la Lega Nord, considerata troppo importante all'interno della coalizione e criticando quello che è stato, secondo lui, un eccessivo appiattimento del Pdl sulle posizioni della Lega sia sulla preminenza del Nord, cosa che ha fatto perdere voti al sud, e sia sulle posizioni violentemente anti-extracomunitarie del partito di Bossi. Il terzo punto è l'attività di governo, criticata dal Presidente della Camera, in quanto povero di azioni ma ricco di propaganda. Infatti Fini ha fatto presente che non basta l'ottimismo per risolvere la crisi economica, ma bisogna agire.
Berlusconi ha assistito all'intervento con un viso sempre più contratto e scuro, mostrando evidenti segni di insofferenza (ha interrotto un paio di volte Fini ed in un'altra occasione gli ha fatto segno con le mani per dire: "Stringi, stringi"). Dopo di che ha preso la parola, per un attacco frontale contro il Presidente della Camera, un attacco urlato con violenza. ha detto di non sapere nulla di queste richieste di Fini, accusandolo di voler creare un gruppo suo, separato dal Pdl, come è stato fatto in Sicilia dove "hai otto uomini tuoi nel Pdl Sicilia", ritornando alla scissione siciliana. Ha definito An come "la fotocopia della Lega", mentre si è detto d'accordo sul fatto di creare una commissione per i festeggiamenti del 150esimo anno dall'Unità d'Italia. Poi ha detto che lui non parla con Feltri, anzi, di avere dato mandato di vendere il Giornale; di conseguenza non è responsabile degli attacchi mediatici rivolti a Fini. E ha concluso dicendo: "Se vuoi fare politica, allora lascia la Presidenza della Camera".
Insomma, è rottura netta tra i due, come era ampiamente previsto. Anche se l'intervento di Fini è stato molto soft, per cercare di tornare indietro senza troppi problemi, con una personalità come Berlusconi non c'è un "tornare indietro". Bisogna stare stesi come zerbini; se ci si rialza, si è fuori.

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di Antonio Rispoli
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