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Napoli. Non hanno perso il vizietto degli sprechi...

Scoperta! L'Asl Na 1 spende 120mila euro per fare sociologia


Scoperta! L'Asl Na 1 spende 120mila euro per fare sociologia
17/06/2010, 17:06

NAPOLI - Non smettono mai di stupire. Soprattutto quando si parla di sanità. Non hanno rispetto degli operatori che non percepisco lo stipendio. Non fanno sconti a chi, in segno di protesta, decide di intraprendere uno sciopero della fame ad oltranza. Non hanno pietà di chi muore, come l’infermiera Mariarca Terracciano, perché, sempre in segno di protesta, rivendica il diritto a percepire lo stipendio dopo un mese di lavoro facendosi prelevare il sangue ogni giorno. Hanno ucciso la sanità campana. Sperpero di milioni di euro a fronte di un servizio che non esiste. Parliamo della sanità più inefficace e più indebitata del mondo. La classe politica regionale ed i dirigenti delle Asl dovrebbero mostrare il viso rosso dalla vergogna ogni volta che mettono piede nei rispettivi uffici. Assediati quotidianamente da operatori sanitari col viso nero dalla rabbia perché lavorano in condizioni di estremo disagio e devono lottare a fine mese per percepire lo stipendio. Oppure, se va proprio male, non solo si perde il mensile, ma si rischia addirittura il posto di lavoro. Come i dipendenti della clinica “Villa Russo”, l’unica struttura campana di lunga degenza per anziani che probabilmente chiuderà i battenti a causa dei tagli alla spesa sanitaria. Con la seguente perdita di 400 posti di lavoro.
In uno scenario tragico, l’ultimo pensiero che può venire in mente all’amministratore più spregiudicato di questo mondo è quello di continuare ad alimentare sprechi e clientele. Detto, fatto. Regione Campania. Asl Napoli 1. Delibera numero 1019 di giugno 2010. L’ultima firma è quella del commissario straordinario Maria Grazia Falciatore. Ma sul frontespizio c’è il parere positivo di tutti. Dal subcommissario amministrativo, Eleonora Amato, al subcommissario sanitario, Roberto Landolfi. L’oggetto? Una consulenza all’Università Federico II di Napoli di ben 120mila euro, in particolare al dipartimento di sociologia, per una generica “attività di analisi, progettazione e formazione finalizzate alla modifica dell’atto aziendale”. Insomma, in cassa non c’è un euro. Gli operatori sanitari non percepiscono lo stipendio. I servizi sospesi o cancellati, le strutture di eccellenza costrette a chiudere bottega e la classe dirigente cosa fa? Spende 120mila euro per una indagine sociologica. Non c’è nulla da aggiungere. Tranne la dichiarazione di Marcello Taglialatela, assessore regionale all’Urbanistica e parlamentare del Pdl. E’ l’unico che ha avuto il coraggio di rompere il muro di omertà di un sistema che vede nel calderone centrodestra e centrosinistra. “Queste scelte confermano che i manager ed i commissari delle aziende sanitarie continuano ad affidare incarichi di consulenze nonostante tutto quello che è stato stabilito dalla nuova giunta regionale guidata dal centrodestra. “Ritengo che emanare provvedimenti che prevedano cospicui esborsi di risorse pubbliche nelle Asl – ha spiegato Taglialatela - , dopo quanto accaduto fino a poche settimane fa con la difficoltà di pagare gli stipendi ai dipendenti e con i fornitori privati che non vedono onorati i propri crediti, dimostra ulteriormente che sulla sanità la giunta regionale deve operare un forte ricambio che segni una netta discontinuità rispetto a quanto avvenuto finora».

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di Giovanni De Cicco
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