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Pd e Udc: “Tagli agli emendamenti e niente fiducia”

Scoppia la polemica in aula per la Finanziaria 2010


Scoppia la polemica in aula per la Finanziaria 2010
09/12/2009, 22:12

ROMA – Ha preso il via tra le polemiche la discussione in aula alla Camera della Finanziaria 2010. E’ scontro tra Governo e opposizione. L’esecutivo è pronto per la fiducia, mentre  Pd, Udc e Idv sono intenzionati a “ridurre drasticamente” i propri emendamenti alla Finanziaria per evitare che il governo ponga la fiducia sulla manovra.
La legge verrà approvata entro la mattinata del 18 dicembre come ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. “Un cazzotto in faccia a una discussione seria”: con queste parole il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, definisce la modalità con cui il governo sta procedendo e chiede l’intervento del presidente della Camera. Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, parla di “maxi espropriazione del Parlamento”. E il Pd si dice contrario anche per quanto riguarda le misure concrete previste dal documento. “Dopo settimane di annunci roboanti - fa sapere la segreteria dei Democratici - la finanziaria si riduce a ben poca cosa: il ricorso ormai abituale al voto di fiducia e, al posto di un serio intervento per l’economia, solo qualche coriandolo”. Non si è fatta attendere la replica del ministro dell’Economia Giulio Tremonti che ha dichiarato: “Siamo qui non per discutere del metodo ma sul merito”. Tremonti ha dato poi garanzie di finanziamento per i giornali con una precisa “funzione storica e politica”. “Entro i primi giorni del prossimo mese di gennaio – ha chiarito il ministro dell’Economia - verranno inserite in un decreto legge le nuove norme che ripristineranno il diritto soggettivo ai fondi pubblici per l’editoria per le testate che ne avranno i requisiti".
E le critiche alla Finanziaria arrivano anche del sindacato della Cgil. Secondo il leader nazionale Guglielmo Epifani “la manovra non serve agli investimenti e all’occupazione”. Epifani sull’utilizzo del Tfr per finalità di spesa corrente ha detto: “Le imprese chiedevano che il Tfr venisse destinato alle infrastrutture e alle imprese e avevano ragione. Metterlo in spesa corrente significa perdere un’occasione. Se si vuole utilizzare quel Tfr presso l’Inps, che serva per sostenere l’economia. Così avrebbe un senso mentre metterlo a spesa corrente non serve". Il leader della Cgil ha definito la manovra una Finanziaria di “galleggiamento”. “Nessun galleggiamento - ha replicato il ministro per l’attuazione del Programma Gianfranco Rotondi - questa finanziaria può rappresentare lo strumento per ridare lo slancio finale al sistema-paese dopo tutti i provvedimenti adottati dal governo per fronteggiare e superare la crisi”.

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di Antonella Losapio
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