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Scudo fiscale: ancora una fiducia del governo


Scudo fiscale: ancora una fiducia del governo
29/09/2009, 08:09

E ci siamo ancora: ancora una volta (siamo a 30? 40? Ormai ho perso il conto, ndr) c'è da approvare un provvedimento fiscale da parte di questa maggioranza. E ancora una volta il governo impedisce al Paese di sapere come stanno le cose, imponendo la fiducia sul provvedimento. Non è ancora ufficiale (la richiesta in Parlamento verrà avanzata probabilmente oggi pomeriggio, al termine delle votazioni sulle eccezioni di incostituzionalità), ma tutto va in quella direzione. E questa volta la maggioranza non può neanche accusare l'opposizione di ostruzionismo: ci sono meno di 100 emendamenti da approvare, sono 4 ore di lavoro di aula. Senz'altro meno delle 24 ore che devono passare, secondo il regolamento della Camera, tra la richiesta di fiducia e l'inizio delle dichiarazioni di voto. E così cade anche il secondo alibi del governo: la fretta di approvare un decreto che scade il 3 ottobre.
In realtà appare evidente che si tratta di una scelta per tacitare qualche malumore (e anche più che malumore) all'interno della stessa maggioranza, di fronte ad un provvedimento che il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha definito una operazione "di alto riciclaggio, portata avanti da una sofisticata banda di criminali". E come dargli torto? L'anonimato di chi fa rientrare i soldi, l'aggiramento per i mediatori delle norme antiriciclaggio, l'impunità per i reati collegati a questo danaro, rendono impossibile qualsiasi indagine da parte delle forze dell'ordine; il tasso del 5% (contro una media del 40% di chi ricicla denaro sporco) lo rende economicamente vantaggioso. Di conseguenza, perchè mafia, camorra, 'ndrangheta, trafficanti di droga, di armi e di extracomunitari dovrebbero rinunciare a questa occasione? Con lo scudo fiscale del 2004 furono riciclati circa 100 miliardi di euro. Quanti ne saeanno questa volta?

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di Antonio Rispoli
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