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L'opposizione insorge, bagarre per le proteste di Idv

Scudo fiscale, fumata bianca: Napolitano ne fa legge


Scudo fiscale, fumata bianca: Napolitano ne fa legge
02/10/2009, 23:10

Les jeux sont faits, rien ne va plus. I giochi sono fatti, le puntate sono chiuse. Lo scudo fiscale ora è legge, con l’ok (per un pelo) della Camera e il sigillo conclusivo di Napolitano. Intanto, fioccano bipartisan per le assenze durante le votazioni, con un Antonio Di Pietro che si scaglia contro tutto e tutti, presidente della Repubblica compreso.

LA CAMERA ha approvato oggi il decreto correttivo del Dl anticrisi che contiene le misure sullo scudo fiscale. Il provvedimento ha ottenuto 270 voti favorevoli, 250 contrari e due astenuti. Al momento del voto erano presenti 522 deputati. Il Quirinale ha annunciato che il presidente della Repubblica promulgherà la legge. La seduta dell’aula di Montecitorio è stata animata da un’accesa bagarre dopo che Francesco Barbato, deputato Idv, ha dato del “mafioso” al presidente del Consiglio. I colleghi della maggioranza hanno risposto con ripetute urla: “Vergogna! vergogna!”, mentre Italo Bocchino, capogruppo del Pdl, ha chiesto a Rosy Bindi, presidente di turno, di espellere Barbato. Dai banchi dell’Idv, in risposta, si sono levati dei quaderni rossi, simbolo dell’agenda rossa di Paolo Borsellino. La bagarre ha reso necessario sospendere la seduta per alcuni minuti.
Poco dopo, invece, la polemica ha riguardato le assenze: il provvedimento è infatti passato con solo 20 voti di scarto, ed alle votazioni mancavano 23 deputati del Pd, 6 dell’Udc, una dell’Idv e ben 56 del Pdl.

IL QUIRINALE ha fatto sapere che il capo dello Stato ha “esaminato attentamente, seguendone l’intero percorso parlamentare, la legge di conversione del decreto-legge 3 agosto 2009, n. 103, recante disposizioni correttive del decreto-legge anticrisi n. 78 del 2009, approvata definitivamente dalla Camera dei deputati dopo la posizione da parte del governo della questione di fiducia sul testo trasmesso dal Senato”. Dalla presidenza della Repubblica rilevano “''innanzitutto che la complessiva disciplina dello scudo fiscale comprese le ulteriori modificazioni introdotte in materia nel testo del decreto-legge n. 103 del 2009 - disciplina che più correttamente avrebbe dovuto trovare collocazione nel testo originario del decreto-legge anticrisi - comporta scelte di merito che rientrano nella esclusiva responsabilità degli organi titolari dell'indirizzo politico di governo”.  Inoltre, il Quirinale rileva “nello stesso tempo che sono state confermate le correzioni che avevano accompagnato la promulgazione della legge di conversione del precedente decreto. Infatti, la legge prevede la punibilità di tutti i reati strumentali all’evasione fiscale per i quali sia stata già esercitata l’azione penale e stabilisce che le dichiarazioni di rimpatrio o di regolarizzazione sono utilizzabili a sfavore del contribuente nei procedimenti pendenti e futuri”. Per quanto riguarda invece il riciclaggio e gli altri reati che la legge esclude dal beneficio della non punibilità, “si è preso atto dei chiarimenti forniti dal governo in sede parlamentare e dalla Agenzia delle entrate, secondo cui la legge mantiene l’obbligo di segnalare le operazioni sospette di costituire il frutto di reati diversi da quelli per i quali si determina la causa di non punibilità”. “La previsione di ipotesi di non punibilità subordinata a condotte dirette ad ottenere la sanatoria di precedenti comportamenti, - ricorda infine la nota, - non è ritenuta qualificabile come amnistia in base a ripetute pronunce della Corte costituzionale, da ultimo con ordinanza 9 aprile 2009, n. 109”.

BAGARRE IN AULA Per Gianfranco Fini, le affermazioni di Barbato sono “oggettivamente gravi” e “saranno oggetto di valutazione da parte dell’Ufficio di presidenza”, che “valuterà la gravità, a mio avviso oggettiva, delle frasi dell’onorevole Barbato e deciderà gli eventuali provvedimenti disciplinari da prendere”. La risposta di Di Pietro è arrivata poco dopo. “La prego di mettere anche il mio nome a fianco di Barbato, - ha affermato il leader dell’Idv, - perché la penso esattamente come lui, le chiedo di sanzionare anche me allo stesso modo”. A stretto giro, la replica di Fini: “La Camera non prevede il registro degli indagati e fino a quando non pronuncerà parole offensive della reputazione del Parlamento, del governo o delle istituzioni, come prevede il regolamento, non è certo potere del presidente accogliere la sua richiesta”.

LE ASSENZE sono state il motivo di altre polemiche. “In relazione al voto finale sul decreto contente lo scudo fiscale, - fanno sapere dal gruppo del Pd, - la presenza di deputati democratici è stata dell'88.43%; che dei 216 deputati erano assenti in 22, in quanto il voto dell'onorevole Colombo, presente in aula, non e' stato registrato elettronicamente, ma e' stato prontamente segnalato e corretto”. Il gruppo del Pd specifica inoltre che 11 parlamentari erano assenti per malattia, mentre altri due erano in missione per la Camera. Per i restanti, assenti ingiustificati, “la presidenza del gruppo prenderà immediate sanzioni”.
La nota del Pd è stata oggetto di aspre critiche da parte del ministro della Semplificazione. “L’annuncio di voler assumere sanzioni nei confronti dei propri parlamentari assenti nell’ultima votazione di oggi e il darne pubblicità, - ha affermato Roberto Calderoli, - contrastano completamente con gli articoli 67 e 68 della Costituzione in base ai quali ‘ogni membro del Parlamento … esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato’ (art. 67) e ‘i membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere … dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni’ (art.68). Complimenti, - aggiunge il ministro leghista, - manifestano per difendere la Costituzione, ma poi la calpestano nei fatti al loro interno …”.
Per Ignazio La Russa, ministro della Difesa, è “grave l’assenza di oltre trenta deputati del Pdl nel voto finale del decreto approvato oggi alla Camera” e non sono da escludersi provvedimenti nel caso si verifichino nuovamente comportamenti analoghi.

ITALIA DEI VALORI, ha affermato Maurizio Gasaparri, presidente dei senatori del Pdl, “ormai pratica il ‘teppismo’ parlamentare. Per certi figuri servirebbe più l’antidoping che la sanzione da regolamento. Manderò una seconda coppola a Di Pietro, perché la faccia indossare al figlio Cristiano che quando il babbo era ministro si rivolgeva ai direttori generali, poi arrestati, per sollecitare attenzioni per i suoi protetti”. Accuse che potrebbero essere anche vere, ma che sicuramente c’entrano poco con la questione in discussione. Di Pietro, dal canto suo, non ha usato mezzi termini né contro il governo, né contro i ‘colleghi d’opposizione’ del Pd. “Oggi è stato approvato lo scudo fiscale che, in realtà, è un indulto fiscale ed è passato in modo bipartisan, - ha dichiarato, - è un atto criminoso scritto per mano del governo e siglato con 23 assenze del Partito democratico, che ne hanno consentito l’approvazione: infatti la legge è passata per soli 20 voti di scarto. Oggi in Italia è passato un concetto che non sappiamo dove ci porterà: ‘Chi paga le tasse è un fesso, chi delinque è un furbo impunito’. I cittadini se ne ricordino al momento del voto, altrimenti è inutile piangere sul latte versato”. Ma Di Pietro va oltre, puntando il dito contro una legge che appare concepita ad hoc per la criminalità: “Ciò che fino ad oggi era perseguito a norma dell’articolo 648bis come riciclaggio di Stato, oggi è diventato 648, cioè il ‘comma Silvio’, ottimizzazione del carico fiscale: chi paga il 5 per cento di tangente allo Stato, può commettere tutti i reati che vuole, passati, presenti e futuri, perché quei soldi diventano leciti, vengono sbiancati. E’ un riciclaggio e un lavaggio di Stato”. Le accuse, poi, si spostano verso Napolitano: “Siamo amareggiati dal fatto che neanche il nostro presidente della Repubblica, massima autorità dello Stato, abbia voluto prendersi almeno un po’ di tempo per riflettere”.

ANCHE PIER FERDINANDO CASINI ha stigmatizzato il comportamento dell’Idv a Montecitorio, parlando di “atteggiamenti irresponsabili e politicamente infantili”. “Se l’Idv continua così, - ha dichiarato Casini, - Berlusconi rimarrà al governo per altri 60 anni. Nella contrapposizione politica di queste ore non bisogna mai perdere il senso delle dimensioni: ai colleghi del Pdl e al presidente del Consiglio esprimo solidarietà per le parole inqualificabili espresse dal collega dell’Idv”.  Anche il leader dell’Udc ha annunciato che sottoporrà “agli organi del gruppo” la questione dei sei assenti del partito durante le votazioni, “per l’eventuale applicazione di sanzioni pecuniarie per le assenze ingiustificate”.

LO SCUDO FISCALE approvato è, in sostanza, la versione riveduta e corretta dei provvedimenti varati nel 2001 e nel 2003 da Giulio Tremonti per consentire il rientro in Italia dei capitali illegalmente detenuti all’estero fino al 31 dicembre 2008. Il rimpatrio, che prevede una sanzione pari al 5% del valore delle attività che si regolarizzano, rende non punibili alcuni reati penali fiscali e societari, compreso il falso in bilancio, e solleva gli intermediari incaricati delle procedure dall’obbligo di segnalazione ai fini dell’antiriciclaggio. Sarà possibile utilizzare lo scudo per i prossimi tre mesi, fino al 15 dicembre 2009. Secondo le stime dell’Associazione Italiana dei Private Bankers, grazie a questo strumento potrebbero rientrare in Italia fino a 278 miliardi di euro, con un gettito massimo stimabile per le casse dello Stato che sfiora i 15 miliardi. Non si potrà accedere allo scudo se è in corso un accertamento fiscale o se è già stata accertata la violazione di obblighi tributari o contributivi.
 

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di Nico Falco
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