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Tremonti: porte chiuse a criminalità. Ma i dubbi restano

Scudo fiscale, la Fiducia piomba sulle polemiche


Scudo fiscale, la Fiducia piomba sulle polemiche
29/09/2009, 20:09

I patrimoni esportati illecitamente dagli italiani all’esterno e che potrebbero essere rimpatriati grazie allo scudo fiscale ammontano quasi a 300 miliardi di euro. I dati arrivano dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza, che citano una stima fatta dall’Associazione dei private bankers. Dei soldi che potrebbero rientrare, “125 miliardi si troverebbero in Svizzera e 86 in Lussemburgo”, si legge in una nota, mentre altri 2 miliardi sarebbero nella Repubblica di San Marino.Lo scudo fiscale consente di regolarizzare le posizioni davanti al fisco col pagamento di una aliquota del 5%, e comporta anche un’amnistia per i reati tributari e societari tra cui il falso in bilancio.

LA FIDUCIA In serata è arrivata l’ufficializzazione: il Governo ha posto la fiducia sul decreto correttivo anticrisi. Una decisione che era nell’aria da giorni e che rappresenta la 25esima fiducia del governo Berlusconi in 17 mesi di operato. Dopo che la maggioranza ha votato per tagliare il dibattito sul complesso degli emendamenti, Pd con Idv e Udc hanno comunque tenuto inchiodata l’aula per 4 ore e 32 minuti con 51 interventi dei deputati firmatari degli emendamenti.  Per domani mattina alle 10 è stata convocata la conferenza dei capigruppo di Montecitorio, durante la quale si stabilirà il calendario preciso delle ultime fasi del passaggio del testo. Probabilmente il voto ci sarà domani sera, mentre per giovedì è atteso il via libera definitivo al decreto che diventerà legge.

LE PERPLESSITA’, però, sono molte. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, intervenendo al convegno ‘Il destino dei paradisi fiscali’ a Roma, ha assicurato che “i capitali criminali non faranno rientro con lo scudo fiscale. O sono in Italia sbiancati o sono e resteranno all’estero”. Le stime sui capitali detenuti all’estero, ha aggiunto Tremonti, “contengono anche capitali oggetto di attività criminali che non rimpatrieranno mai. Non credo che la criminalità si servirà di questo strumento”.
Lo scudo, a detta del Ministro, servirà a rilanciare le imprese. Per quanto riguarda le modifiche che estendono lo scudo anche ai reati penali, argomento che non ha mancato di sollevare feroci critiche, Tremonti ha spiegato: “noi saremmo stati l’unico Paese a tendere una trappola. Non è di buon senso una formula di rimpatrio che valeva da autodenuncia penale. Avrebbe svuotato totalmente lo strumento”.
La paura, però, è che a queste condizioni lo strumento sia ‘troppo pieno’. Che troppi, ovvero, lo sfruttino per far ritornare anche capitali illeciti; del resto, rimpatriare il denaro e poter disporne in tutta tranquillità è una possibilità che la malavita organizzata potrebbe non lasciarsi scappare, in special modo per quel denaro che si intende ‘ripulire’ per poi investire in attività legali.

FAVORE ALLE MAFIE Sui vantaggi che potrebbero trarre le mafie dallo scudo batte Leoluca Orlando (Idv), che si rivolge direttamente al presidente Napolitano chiedendo di non firmare il dl correttivo del decreto anticrisi che contiene anche lo scudo fiscale nella versione ampliata al falso in bilancio. “Siamo in presenza di un vero e proprio papello tra Stato e mafia, - ha dichiarato Orlando nell’Aula della Camera, - siamo in presenza di una scelta scellerata fatta per decreto legge e blindata con il voto di fiducia. E’ il nuovo ‘papello’ Stato-mafia che offende la legalità costituzionale, principio di eguaglianza e capacità contributiva, e insulta i contribuenti onesti e le vittime di tutte le mafie: un premio alla illegalità ben più devastante di qualunque amnistia o condono”. “Non è con accordi in scantinati o in stalle di campagna che ormai si compensano le mafie, se ne ottiene il consenso, - ha calcato la mano Orlando, - il ‘papello’ del terzo millennio è un provvedimento come questo, di fronte a questo provvedimento non resta da far altro che invocare l’intervento del Capo dello stato al quale penso non possa interessare andare ad avallare un papello tra mafia e Stato“.

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di Nico Falco
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