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Ma il ministro Profumo: "Ce lo chiede l'Europa"

Scuola, Fioroni: "Riforma sbagliata, eccellenza solo a pochi"


Scuola, Fioroni: 'Riforma sbagliata, eccellenza solo a pochi'
03/06/2012, 18:06

ROMA – Ritorno in grande stile per la politica ai tempi di Monti. Anche il Partito democratico si pronuncia contrario alla riforma dell’istruzione proposta dal governo. Non c’è bisogno della “politica degli specchietti” o di interventi mirati a “incentivare la competizione e garantire l’eccellenza per pochi”. A parlare è Giuseppe Fioroni, deputato Pd ed ex ministro dell’Istruzione nel secondo governo Prodi, molto perplesso sulla riforma presentata dal ministro Francesco Profumo. Ma per Fioroni la priorità non è certificare il merito, bensì combattere la dispersione scolastica e migliorare le competenze degli studenti che sono al di sotto della media Ocse.
 
“ECCO COSA CHIEDE L’EUROPA” – Per l’ex ministro l’Ue chiede un “sistema di valutazione serio, provvedimenti urgenti per il recupero di chi resta indietro e strumenti e risorse per migliorare le scuole che hanno bisogno”. L’Ocse, poi,  “chiede di investire sull’aggiornamento e la riqualificazione professionale dei docenti per consentire tutto questo”. E di fronte a queste priorità, per Fioroni “è paradossale che il ministro Profumo non avverta la necessità di interventi urgenti  e di reperire risorse adeguate per consentire tutto questo e renderci competitivi in Europa”.
 
LA RIFORMA DI PROFUMO -  La riforma, proposta con il nome di “Pacchetto merito, è alla terza revisione ed ha ricevuto già una enorme mole di critiche: dal Pd alla Cgil, dai centristi agli studenti, ma anche dal Pdl e da Confindustria. Ma il ministro si trincera dietro il fatto che, secondo lui, “questa riforma ce la chiede l'Europa della cultura e del lavoro”. Tanto che, probabilmente, Profumo sceglierà la via del decreto sottraendolo al giudizio parlamentare. Alle superiori, ci sarà “lo studente dell’anno” tra chi avrà i voti più alti alla maturità, a partire da 100, tenendo conto della media, dell’impegno sociale e del reddito della famiglia. Lo studente modello avrà una riduzione del 30 per cento delle tasse per l’iscrizione all’università e una borsa di studio aggiuntiva, più una card “Iomerito” con sconti per musei e trasporti. Sistema molto competitivo anche per docenti universitari e ricercatori, ai quali andranno premi “in numero non superiore al 20 per cento”. E poi: chi è professore a tempo pieno dovrà garantire 100 ore di didattica frontale, 80 chi è a tempo definito. Gli studenti che hanno ottenuto i crediti formativi universitari previsti e con votazione media non inferiore a 28/30 possono sostenere l'esame di laurea con un anno di anticipo. Gli studenti dei corsi di dottorato di ricerca possono conseguire il relativo diploma con un anno di anticipo, previo giudizio del collegio dei docenti. Possibile l'iscrizione in due università di pari livello (due triennali, due specialistiche, due master). Sul versante lavoro, gli Atenei forniranno un elenco del 5 per cento dei laureati più bravi: saranno pubblicati sul sito del ministero dell'Istruzione e avranno una corsia privilegiata verso il lavoro grazie a incentivi fiscali applicati ai datori di lavoro per due stagioni. Ci saranno poi incentivi per l’internazionalizzazione degli atenei, spingendo anche pubblicazioni in inglese e metodi linguistici più incisivi alle scuole superiori.  Il vero nodo, come sempre, è nei soldi: zero investimenti. Sarà una riforma a costo zero.

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di GB
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