Politica / Regione

Commenta Stampa

Campania. Pasquale Sommese verso lo "scudocrociato"

Se salta il patto con l'Udc, il Pd punta su Amendola


Se salta il patto con l'Udc, il Pd punta su Amendola
25/12/2009, 20:12

NAPOLI – Le feste natalizie non hanno interrotto le trattative nel Popolo delle libertà e nel centrosinistra in vista delle prossime Regionali. E proprio nel Pd si registrano le ultime novità. Ennio Cascetta, il candidato naturale designato dal governatore Antonio Bassolino per la successione, alla fine farà un passo indietro. E prende quota, a sorpresa, la candidatura di Enzo Amendola. Uno scenario quasi sicuro, soprattutto se l'Udc di Ciriaco De Mita dovesse chiudere le porte ad un accordo col centrosinistra. Insomma, lo “scudocrociato” sarà alleato del Pdl, insieme all'Mpa, alla Destra, al Movimento per l'Italia di Daniela Santanchè, all'Adc di Pionati e all'Udeur di Clemente Mastella. Nonostante la candidatura di D'Amato, alla fine privilegeranno la logica dei numeri e la fame di vittoria. Tranne che D'Amato non riesca a convogliare su di sè il Pd e tutto il centrosinistra. Ipotesi, però, già tramontata. Il centrodestra si presenterà compatto. La partita, quindi, leggendo i sondaggi e guardando le alleanze, è terminata prima ancora di iniziare. Il centrodestra ha quasi chiuso. Stefano Caldoro è vicino all'investitura. L'esponente del Nuovo Psi, sponsorizzato dallo stesso Silvio Berlusconi, è un uomo gradito allo stesso Nicola Cosentino, il quale ha fatto un passo indietro dopo la “stangata” ricevuta dai giudici.
Ecco perché il Partito democratico, consapevole della sconfitta, punterà su un giovane, Amendola appunto, eletto con percentuali bulgare, alle ultime primarie, segretario regionale della Campania del partito di Bersani. E' uno scudiero di Massimo D'Alema. Un volto pulito che non ha mai risparmiato bordate ad Antonio Bassolino ed al suo sistema di potere. Vincere non è possibile. Senza l'alleanza con l'Udc si cambia strategia. Non si punta alla conquista della Regione ma si vuole approfittare di questo momento negativo, in termini elettorale e di voti, per rinnovare la classe dirigente.
I cambi di casacca, però, non mancano. E' già cominciata la fuga per salire sul carro del vincitore. Il senatore Giacinto Russo e il consigliere regionale Giuseppe Maisto, entrambi ex Udeur, lasciano l'Idv e passano con l'Alleanza per l'Italia di Rutelli. Bruno Cesario, parlamentare del Pd, ha fatto la stessa scelta mentre Pasquale Sommese, il leader dei centristi del Pd in Regione, ha già le valigi pronte. Lo aspetta l'Udc. Torna alla casa madre, alla corte di Ciriaco De Mita. I moderati nel Partito democratico non hanno spazio. Sono schiacciati dagli ex Democratici di sinistra. La presenza di Bassolino è ingombrante, tant'è che nonostante la sconfitta, il governatore ha già occupato i due primi posti della lista. Ha messo in cassa i primi due eletti. Dimostrerà la sua forza, dimostrerà che lui è ancora il più forte nonostante tutto, catalizzando voti e preferenze sui suoi delfini: Michele Caiazzo, ex sindaco di Pomigliano d'Arco e consigliere regionale uscente, ed Antonio Marciano. Un uomo di partito che ha sempre lavorato nell'ombra, il factotum di Antonio Bassolino. I centristi dovranno, come al solito, accontentarsi delle briciole.
Angelo Montemarano, ex assessore alla Sanità e leader campano dell'area che fa riferimento a Rosy Bindi, resta nel Pd ma non si candiderà. Punterà, a Napoli, su un giovane professionista per tentare la scalata alla Regione e dare un contributo al rinnovamento, mentre a Caserta sull'uscente Nicola Caputo. Pietro Mastranzo, invece, altro consigliere regionale del Pd, ha abbandonato il partito e si candiderà con l'Udeur di Mastella.
Insomma, nonostante le festività la politica non si ferma. All'orizzonte c'è una scadenza troppo importante e nessuno vuole perdere l'occasione. Un solo neo. Non si parla dei problemi, dei programmi e di come rialzare una regione in ginocchio che in questi anni si è “sputtanata” in tutto il mondo. E non solo per l'”affaire” dei rifiuti. Troppe inchieste hanno delegittimato la classe dirigente. Assessori regionali e consiglieri finiti in gabbia perché collusi ed in affari con la criminalità organizzata. Raccomandazioni per i posti di lavoro, concorsi, assunzioni e appalti pilotati. Della questione morale nessuno ne vuole sapere. Girano il viso dall'altra parte. Ora pensano alle alleanze, ai cambi di casacca, a come posizionarsi per ottenere uno scranno nel Palazzo del centro direzionale. I problemi, quelli veri, non interessano nessuno.

Commenta Stampa
di Giovanni De Cicco
Riproduzione riservata ©