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SEL Campania: "No al SALVA-GORI di Caldoro, la Regione Campania e i sindaci diano attuazione al referendum"


SEL Campania: 'No al SALVA-GORI di Caldoro, la Regione Campania e i sindaci diano attuazione al referendum'
26/10/2012, 09:19

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La GORI s.p.a., società privata che gestisce il servizio idrico per 1 milione e mezzo di cittadini tra vesuviano e nocerino-sarnese, si è caratterizzata negli anni per la sua totale inefficienza e per la sua politica clientelare, ed ora, come nella migliore tradizione, potrebbe essere la Regione Campania, ossia tutti noi contribuenti, a riparare i guasti di tale gestione allegra con un regalo di ben 157 milioni di euro.
E’ ormai convincimento diffuso che il privato, che in questo caso si chiama ACEA s.p.a., abbia fallito irrimediabilmente nel suo compito di portare trasparenza e capacità operativa nella gestione del servizio idrico integrato ed allora parrebbe più opportuno procedere speditamente alla liquidazione di questa esperienza fallimentare per ritornare ad una gestione pubblica, trasparente e partecipata del bene comune acqua.
I cittadini del vesuviano, del nolano e del nocerino-sarnese hanno già espresso la propria opinione nelle urne dei referendum dell’anno scorso accorrendo in massa a votare per l’acqua pubblica ed è arrivato il momento di dare seguito alla volontà popolare. Al contrario la Regione Campania, creditrice della GORI s.p.a., si accinge a cancellare 157 milioni di euro di debito della GORI facendo un maxiregalo ad una società privata proprio mentre porta al disastro i trasporti pubblici e la sanità pubblica regionale.
Per questi motivi, Sinistra Ecologia e Libertà ritiene che la bozza di accordo sottoscritto dalla Regione rappresenti un irricevibile aiuto regionale al privato con l’unico obiettivo di risanarne i conti disastrati.
E non si venga a dire che il maxicondono è finalizzato a salvare i lavoratori della GORI e degli impianti regionali, utilizzati sempre più spesso dal privato come arma di ricatto nei confronti degli enti pubblici.
I lavoratori sono i primi a subire le conseguenze di una gestione disastrata, sempre sull’orlo del baratro, e che non promette nulla di buono nemmeno per il futuro. Se si vogliono veramente tutelare i lavoratori e le loro famiglie l’unica soluzione possibile è chiudere l’esperienza GORI s.p.a. e trasferire lavoratori e impianti ad una nuova azienda pubblica consortile la cui gestione sia realmente trasparente, democratica e partecipata e che dia garanzie per il futuro dei lavoratori e garanzie di efficienza per gli utenti.
E’ ora che le amministrazioni locali riprendano nelle loro mani la gestione del servizio idrico integrato e restituiscano il bene comune acqua ai loro cittadini. Anche per questo chiediamo a tutti gli amministratori locali di accelerare sulla strada del superamento della gestione privata già nell’assemblea dei sindaci del 27 di ottobre, rigettando ogni ipotesi di condono e di inciucio che non avrebbero altro risultato se non quello di prolungare l’agonia di una società in stato terminale che ha nuociuto e continuerà a nuocere ai cittadini dell’ATO 3 e di tutta la Campania.

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di Redazione
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