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SEL Napoli: "il piano rifiuti Caldoro-Romano culturalmente vecchio"


SEL Napoli: 'il piano rifiuti Caldoro-Romano culturalmente vecchio'
16/01/2012, 16:01

Nonostante le numerose sollecitazioni e i ricchi contributi pervenuti da parte di associazioni, cittadini e tecnici qualificati, il piano presentato per l’approvazione in consiglio regionale dalla giunta Caldoro ha, sostanzialmente, confermato la deludente bozza di piano dell’Ass. Romano.
L’Assessore all’ambiente, della Regione Campania, che “contempla”
da due anni lo sfascio tecnico e amministrativo del sistema fognario-depurativo regionale, senza articolare una bozza di proposta politica sul ciclo delle acque – a fronte dei ripetuti interventi, amministrativi e penali, della magistratura – ha immaginato un piano che sostituisce al ricorso alle discariche tipico degli “opachi” anni commissariali l’alternativa della combustione di oltre il 60% dei rifiuti urbani prodotti in Campania.
In realtà nel piano “Romano” si trascura, tra l’altro, la questione delle discariche speciali che saranno necessarie per accogliere l’immensa quantità di ceneri prodotta dalla combustione. Il punto essenziale, tuttavia, è che il piano “Romano” si muove su una linea tecnico-culturale che è l’opposto di quanto previsto dalla direttiva europea sui rifiuti: riduzione a monte, recupero, riciclo e solo a complemento combustione e discarica.
La dotazione tecnica degli impianti prevista dal piano “romano”, in realtà, punta essenzialmente a incenerire il “tal quale”; con un ruolo del recupero di “materia prima seconda” solo figurativo.
Tutto questo si evince dalla totale sottovalutazione dell’impiantistica necessaria al trattamento dell’organico alla presenza di un’efficace raccolta differenziata.
Quello che più preoccupa, tuttavia, delle attuali politiche regionali è l’assenza di qualsiasi riflessione sull’articolazione delle competenze degli enti locali nell’organizzazione del ciclo. Permane l’ambiguità’ nel rapporto regione/provincia/comuni; non essendoci traccia di una volontà di superamento della deludente legge 4.
In materia tariffaria, poi, i cittadini campani subiscono e subiranno un devastante sistema di pagamento a piè di lista con costi in vertiginosa crescita.
Non occorre particolare fantasia per immaginare che il sistema prefigurato dalla giunta Caldoro si sostanzia, in reltà, nella completa privatizzazione del servizio a vantaggio della lobby dell’incenerimento con una logica dei trasferimenti aperta al “contributo” dei sottalpalti “locali”, il tutto finanziato con tariffe crescenti a danno dei cittadini.
SEL impegnerà tutte le sue forze – locali e nazionali – per contrastare quest'attacco alla salute, al futuro e al redito dei cittadini campani.

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di Redazione
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