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Un testo bianco sul Pdl campano

Sel presenta "The Cosentinos"


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Sel presenta 'The Cosentinos'
16/03/2012, 15:03

I volti più conosciuti del centro destra in Campania sulla copertina del volume dal titolo “The Cosentinos. L’educazione sentimentale del Pdl in Campania”, presentato questa mattina dal coordinamento regionale di Sinistra Ecologia e Libertà. Il titolo è un chiaro richiamo a quello della serie tv americana “The Sopranos”. Il libro parla del potere politico del Popolo delle Libertà in Campania e di quelli che, secondo Sel, sono i rapporti del partito con la criminalità organizzata. "Questo libro bianco non ha nessuna ambizione di offrire una lettura storica di fatti e personaggi che in questa fase, speriamo temporaneamente, sono al potere in Campania - ha dichiarato il coordinatore campano di Sel, Arturo Scotto - siamo una forza politica e, come tale, siamo abituati a misurare la nostra capacità di egemonia e di iniziativa non sulla cronaca giudiziaria che coinvolge i nostri avversari, ma sui passaggi cruciali che incrociano la vita di milioni di cittadini della nostra regione. Siamo nella Campania della crisi più drammatica conosciuta dai tempi dell’immediato dopoguerra, dove la recessione è entrata nelle case prima del resto del Paese e da dove ne uscirà più tardi - ha proseguito Scotto - siamo la Campania il cui prodotto interno lordo è passato in quattro anni da 81 miliardi di euro a 74 e dove negli stessi anni sono stati bruciati 188.000 posti di lavoro. Siamo ancora la Campania che ha contribuito in maniera più forte e drammatica alla crescita di quello tsunami demografico che ha cambiato il volto del Mezzogiorno, figlio della più grande fuga di cervelli e braccia che si sia mai verificata dall‟inizio del secolo scorso ad oggi. Insomma, la vittoria della destra si è affermata in questo contesto economico e sociale e ha attecchito nella testa e nel cuore delle persone non tanto per la proposta politica di sviluppo che offriva ma piuttosto perché il centrosinistra a un certo punto ha scelto di liberare il campo, ritirandosi nei suoi accampamenti e rinunciando in maniera definitiva a offrire un‟idea forte di alternativa".

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di Veronica Riefolo
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