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Sen. Vincenzo D’Anna (Pdl): “Non moriremo né democristiani, né alfaniani”


Sen. Vincenzo D’Anna (Pdl): “Non moriremo né democristiani, né alfaniani”
04/10/2013, 13:00

NAPOLI - “L’intervista - pubblicata questa mattina su un noto quotidiano napoletano - rilasciata dal Sottosegretario Gioacchino Alfano, è da considerarsi stupefacente e certamente aderente alla linea della ipocrisia militante che in questi giorni distingue la delegazione dei ‘diversamente berlusconiani’ al governo”. Lo dichiara il sen. Vincenzo D’Anna (Pdl), vicepresidente della commissione Affari UE, che poi così prosegue: “l’ipocrisia, come ho già avuto modo di ribadire in Aula esprimendo il mio voto contrario alla fiducia, consiste nel fatto che si invoca la difesa del presidente Berlusconi - sottoposto all’abominio dell’applicazione di una legge penale in senso retroattivo, senza neanche richiedere il parere alla Corte Costituzionale - e nello stesso tempo si accetta, inermi, lo stato di fatto”.
Per il parlamentare del Pdl: “è questo stridente contrasto a portare alla luce le vere intenzioni di coloro che formalmente sostengono Berlusconi e fattivamente lo abbandonano al proprio destino”. Quanto al nuovo partito di Forza Italia, rincara la dose D’Anna: “proprio perché non ho mai avuto accesso a Palazzo Grazioli e quindi non ho potuto esporre, in quella sede, le mie idee al presidente Berlusconi, credo che ormai sia nei fatti come occorra attivare la democrazia partecipativa in modo da non addivenire più alla designazione dei dirigenti bensì alla loro democratica elezione”.
“Chi pensa di sostituirsi a Berlusconi senza averne né il quid, né il quorum - ammonisce ancora il senatore  - troverà nei parlamentari campani una netta contrapposizione”. Questo perché: “non intendiamo passare da una monarchia ‘geniale e liberale’ a una finta democrazia che punti ad epurare il territorio da tutti i diversamente berlusconiani. La rivoluzione liberale, infatti, non necessita di governi di centrosinistra né dell’applicazione delle furbizie politiche tipiche del doroteismo democristiano”. “Una cosa è certa: non moriremo alfaniani” conclude D’Anna.

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di Redazione
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