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L’emendamento targato Lega sarà riportato domani in Aula

Senato federale: palazzo Madama dice “no” in commissione

Riduzione dei senatori: se ne taglieranno solo quattro?

Senato federale: palazzo Madama dice “no” in commissione
26/06/2012, 14:06

ROMA - Nulla di fatto per l’emendamento targato Lega Nord sul Senato Federale, bocciato in commissione Affari Costituzionali a palazzo Madama. In realtà l’esito della votazione è stato di parità, con 13 voti a favore e 13 contrari, ma in base al regolamento del Senato in casi di parità il voto è da intendersi come negativo. A votare a favore dell’emendamento sono stati i senatori del Carroccio, del Pdl e di Coesione Nazionale, mentre i voti contrari sono arrivati dai banchi del Pd, del Terzo Polo, dell’IdV e da parte del senatore Alberto Tedesco, ex Pd e ora nel Gruppo Misto. Anche il relatore e presidente della commissione, Carlo Vizzini, ha partecipato al voto, astenendosi: in questo caso il regolamento del Senato prevede che il voto venga considerato contrario.
Quello di istituire un nuovo Senato Federale era uno dei punti di possibile accordo tra il Carroccio e il Pdl in cambio del sostegno al semipresidenzialismo caro al partito di Silvio Berlusconi. La sconfitta ovviamente non è piaciuta alla Lega Nord, che infatti fa sapere che ripresenterà già domani la sua proposta in Aula, come emendamento all’articolo 2 del pacchetto di riforme costituzionali, quello che prevede tra l’altro la riduzione del numero di senatori (da 315 a 254 e senza Senato federale). La Lega, dunque, porterà la sua battaglia per il Senato Federale in Aula a palazzo Madama già domani. Dall’esito della votazione dipenderà anche il via libera alla riduzione del numero dei senatori, dopo il taglio della composizione della Camera (da 630 a 508 deputati): se passasse l’emendamento del Carroccio si avrebbe sì una riduzione, ma di appena 4 componenti.
Dopo aver approvato il taglio dei deputati, passati da 630 a 508, domani palazzo Madama dovrebbe quindi occuparsi della riduzione dei senatori: ma l’ipotesi a quanto pare è che alla fine la montagna partorirà un topolino, tagliando solo quattro senatori.

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di Antonio Formisano
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